TECH
Terza edizione
Tutte le strade di Roma portano alla Maker Faire
Oggi l’inaugurazione nella nuova location all’università La Sapienza. Centinaia di attrazioni, innovazione e creatività attirano migliaia di ragazzi e polarizzano l’attenzione degli studenti. Riccardo Luna promette che la quarta edizione della Maker Faire Roma, nel 2016, occuperà l’intera città
La conferenza inaugurale
L’aula magna dell’Università è totalmente piena quando Riccardo Luna, il ‘maker’ della versione italiana della Maker Faire, sale sul palco. C’è il live streaming della Opening Conference: argomento di questa edizione è "Life with the machines”, la vita con le macchine. Il parterre di invitati accende i riflettori su centinaia di progetti provenienti da tutto il mondo, con l’idea di offrire uno sguardo allargato al futuro che ci aspetta e a come lo stiamo costruendo.
Per farlo, niente di meglio che partire dai bambini. Sono proprio loro, i giovani maker dall’età media di 14 anni, a salire per primi sul palco, dove rimarranno in compagnia del presentatore Luna fino alla fine dell’evento.
Banzi più Intel uguale Genuino
Dopo un breve saluto del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, ecco che arriva per augurare a Riccardo Luna e ai partecipanti una Happy Maker Faire il suo ‘papà’, quello che l’ha inventata a San Mateo, in California: Dale Dougherty. Dopo un breve video con il presidente del consiglio Matteo Renzi che parlava alla Camera dei Deputati dell’importanza dell’innovazione per l’Italia, è stata la volta di uno dei fautori dell’edizione italiana della Faire, Massimo Banzi, celebre cofondatore di Arduino, che in questa occasione ha presentato un prodotto completamente nuovo: la scheda Genuino 101, pensata per le scuole, prodotta in Italia grazie alla collaborazione con Intel.
Presentiamo alla #MFR15 la scheda #Genuino101 @Arduino basata sul modulo #Intel Curie pic.twitter.com/ResdOQm2sv
— Intel Italia (@Intel_Italia) 16 Ottobre 2015
I robot intelligenti e quelli imbranati
Altri innovatori e inventori si avvicendano sul palco, sotto lo sguardo attento dei giovani Maker, ma a rubare la scena finale è il professor Roberto Cingolani, fisico e direttore dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. La sua spiegazione su nanotecnologie per umani e umanoidi, che vedrà uomini e robot sempre più simili tra loro e sempre più ‘intercambiabili’ affascina i presenti.
Robot che stanno imparando da soli a eseguire azioni senza che per farlo debbano ricevere un comando umano o da una macchina. Il gran finale è una apoteosi, con in scena un vero, enorme robot che, comandato da un computer, strappa una sottile striscia di carta rossa. In chiusura, una carrellata divertentissima di video in cui i robot sbagliano passo o mossa e finiscono rovinosamente a terra. C’è ancora molto da fare anche per loro.