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ITALIA

Il presidente del Parlamento Ue sull'isola

Lampedusa un anno dopo ricorda la strage

Fino alle 19 di oggi una serie di appuntamenti per non dimenticare una delle più grandi stragi del mare. Simbolicamente 368 lanterne si accenderanno in cielo. Alla cerimonia anche il presidente delal Camera Boldrini e il ministro degli Esteri Mogherini

La commozione dei famigliari
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Era il 3 ottobre 2013, quando un barcone carico di migranti provenienti quasi tutti dall'Eritrea si inabissò davanti all'Isola dei Conigli, a Lampedusa. 368 persone persero la vita in quella che è diventata la più grande tragedia che Lampedusa ricordi. "Prima giornata delle memoria e dell'accoglienza" è il nome scelto dal Comune di Lampedusa e Linosa e dal Comitato 3 Ottobre per ricordare non soltanto le vittime di quel naufragio, ma anche le migliaia di migranti che attraversano il mare per cercare la propria salvezza.

Schulz contestato
Sull'isola, tante le istituzioni presenti: il presidente della Camera, Laura Boldrini, il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. "In questo anno è cambiato che non c'è più il reato di immigrazione clandestina, ed è stato un segnale di maturità del Parlamento", ha detto Boldrini. "È cambiato che stiamo lavorando alla riduzione della detenzione nei Cie da 18 a 3 mesi". Boldrini ha poi aggiunto: "Stiamo lavorando affinché il 3 ottobre sia il giorno della memoria dell'immigrazione". Per l'Europa, c'è il presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz. Proprio Schulz è stato contestato durante il suo intervento al dibattito organizzato sull'isola: un lampedusano, seduto in fondo alla sala ha urlato "nazista". Il contestatore ha attaccato l'istituzione europea per le "politiche di chiusura" e il "disinteresse" verso l'immigrazione. Pronta la risposta di Mogherini: "Essere qui oggi non è una pagliacciata, è un nostro preciso dovere morale, politico e istituzionale".

La protesta all'aeroporto
Nel giorno del ricordo, la contestazione a Schulz non è l'unica. Una quarantina di persone si è riunita di fronte all'ingresso dell'aeroporto di Lampedusa, contro l'Ue. I manifestanti esibiscono striscioni con frasi rivolte a Schulz e Alfano. Sui cartelli si legge, tra le altre cose, "Ipocriti", "Stop Mare nostrum", "No a Lampedusa caserma a cielo aperto". Anche in mare c'è stata una manifestazione dei pescatori. 

Gli appuntamenti
Ieri alle 17 al santuario della Madonna di Porto Salvo la Federazione delle Chiese Evangeliche e l'arcidiocesi di Agrigento hanno promosso una cerimonia interreligiosa, 'Memoria tra mare e cielo'. Nel pomeriggio di oggi, sempre intorno alle 17, il centro di Lampedusa sarà attraversato da un corteo che partirà dalla Chiesa di San Gerlando in via Roma e arriverà alla Porta d'Europa. Alle 19 verranno liberate in cielo 368 lanterne, una in ricordo di ogni vittima. Chiuderà la giornata un momento di raccoglimento dei familiari delle vittime e dei superstiti. Nell'area marina protetta e nel poliambulatorio saranno esposte le immagini di quanti si trovavano a Lampedusa nei giorni del naufragio.

Papa Francesco incontra i superstiti del naufragio
E Papa Francesco, che l'8 luglio 2013 aveva scelto Lampedusa come sua prima visita ufficiale per dire basta alle morti in mare, ha incontrato una delegazione di 37 persone, tra superstiti e familiari del naufragio. "Sono vicino a voi, prego per voi e chiedo agli uomini di Europa che aprano le porte del cuore. Sento cose che non si possono dire perchè non si trovano le parole per dirle - ha detto il Pontefice - tutto quello che avete sofferto si contempla nel silenzio, si piange e si cerca il modo di essere vicini". E ancora: "A volte quando sembra di essere arrivati al porto ci sono cose durissime. Si trovano porte chiuse e non si sa dove andare. Ma ci sono molte persone che hanno il cuore aperto per voi".

2014 anno record per gli immigrati morti in mare
Le morti in mare da allora non si sono fermate. E il 2014 rischia di diventare l'anno record per gli immigrati che hanno perso la vita in mare: dall'inizio dell'anno sarebbero scomparse oltre 2.000 persone, 250 delle quali su un barcone di cui non si hanno notizie da due mesi. A calcolarlo è l'agenzia Habeshia, che raccoglie e diffonde segnalazioni sulla sorte di migliaia di profughi e migranti finiti nella rete dei trafficanti di esseri umani. Finora l'anno più tragico era stato il 2011 con almeno 1.800 persone scomparse, tra morti e dispersi. E sarebbero almeno 20 mila i migranti morti o dispersi nel Mediterraneo negli ultimi venti anni.  
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