Cronaca
L'attentatore di Berlino ucciso in una sparatoria a MIlano

Il sospetto degli uomini della Digos è nato dalla reazione improvvisa e violenta dell’uomo fermato per strada per una semplice verifica dei documenti, alle tre di notte in piazza Primo Maggio, all’esterno della stazione di Sesto. Alla richiesta di identificazione del capopattuglia, il tunisino ha estratto una pistola calibro 22 dallo zaino e ha sparato, ferendo alla spalla uno degli agenti. Nel conseguente conflitto a fuoco l’attentatore è rimasto ucciso, colpito da un proiettile esploso dall’autista della pattuglia, un poliziotto in prova con appena nove mesi di servizio. Prima di morire l'uomo ha gridato "Allah akbar".
La pistola impugnata dal tunisino è la stessa da cui sono partiti i colpi che hanno ucciso l’autista polacco del tir poi usato per la strage al mercatino. La conferma che si tratti di Amri è arrivata dalle impronte digitali. Sul suo corpo è stato trovato anche un biglietto del treno: ora si sta tentando di ricostruire gli spostamenti dell’uomo dal momento dell’attentato fino alla sua uccisione a Sesto San Giovanni. Il ministro dell'Interno Minniti ha dichiarato: "Siamo grati ai nostri agenti; l'Italia deve essere orgogliosa del dispositivo di sicurezza per il controllo del territorio. Le indagini sul caso avranno sviluppi".
