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Bellitalia del 11.04.2015

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Il viaggio settimanale della TGR nel Paese delle Meraviglie comincia dalla Costiera Amalfitana, che una volta era un vero e proprio distretto industriale. Fra tutte le attività che vi si svolgevano, ne è rimasta solo una, a Vietri: la ceramica. Un’arte affascinante che unisce terra, fuoco e manualità.
 
La seconda tappa è una strada nella valle dell’Adige, in Trentino. E’ quella che viene chiamata “la Strada degli Artiglieri”: un itinerario dedicato a tutti i caduti nelle guerre del Risorgimento. Parte da Rovereto ed è davvero un suggestivo viaggio nella natura e nella memoria.
 
Si prosegue in Emilia Romagna, da dove arriva una singolare iniziativa mirata sul patrimonio liberty italiano. E’ un foto concorso aperto a tutti per segnalare edifici, manufatti e decorazioni in stile Art Nouveau, spesso trascurati, che rappresentano un tesoro in gran parte da scoprire.
 
Intanto, alla vigilia di Expo 2015 anche il Castello Sforzesco di Milano è un cantiere.  Ancora poche settimane, e sarà possibile ammirare, fra l’altro, la nuova sistemazione della Pietà Rondanìni, e la straordinaria scoperta di un inedito leonardesco, nella Sala delle Albere.
 
Il nostro viaggio termina in Toscana, alla Certosa di Calci, a pochi chilometri da Pisa. Una “città del silenzio” che nel 2016 festeggerà i 650 anni di vita. Nasce infatti nel 1366, in stile gotico, semplice e rigoroso, ma col tempo cresce e diventa un complesso grandioso. Certosa era una grande macchina, con ingranaggi che funzionavano alla perfezione. La giornata era scandita dalla preghiera e dal lavoro, dove lo studio, la cultura, l’arte, la raccolta e la lavorazione delle erbe officinali, la coltivazione dei campi si alternavano con grande efficienza. Pianificazione, piena occupazione: quello che per noi sono obiettivi lontani, qui era realtà  quotidiana. Una comunità dove il lavoro diventa ricchezza e la ricchezza viene reinvestita. Il priore è anche un manager. Le foresterie accolgono i pellegrini, compresi quelli altolocati, a cominciare dai Granduchi di Toscana.
 
E stata proprio questa presenza sul territorio a permettere alla Certosa di sopravvivere alle soppressioni, come Monumento Nazionale. I monaci sono rimasti fino al 1973, quando il Capitolo Generale dell'Ordine ha deciso di trasferire gli ultimi tre rimasti. Oggi la Certosa, proprietà dello Stato, è Museo di se stesso, ma ospita anche il Museo di Storia Naturale dell'Università  di Pisa.
 
Un’occasione da non mancare, per vedere da vicino uno dei complessi monumentali più belli d’Italia e d’Europa.


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