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Cronaca

Calcioscommesse, 50 arresti per decine di partite truccate

Ennesima inchiesta sul calcioscommesse. Coinvolte una trentina di società di tutta Italia. A truccare i risultati c'era la 'ndrangheta, ma i "finanziatori" gestivano le partite anche dall'estero. Un giro d'affari di milioni di euro, scoperto dalla procura di Catanzaro.

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Dai presidenti ai magazzinieri, l’ultima inchiesta sul calcio scommesse non ha risparmiato nessuno. Una cinquantina di arresti per decine di partite truccate in Lega Pro e Serie D, forse anche in Serie B, con almeno 30 squadre coinvolte. Ci sarebbero cinque latitanti mentre altre persone sarebbero indagate nell’operazione “Dirty Soccer”. Ad alimentare il sistema 10 "finanziatori", con scommesse provenienti da Malta, Kazakistan, Russia, Cina e Serbia.

L’accusa è associazione per delinquere finalizzata alla frode calcistica con l’aggravante di aver favorito organizzazioni mafiose. A beneficiare degli accordi era in particolare la ‘ndrangheta. Un giro di diversi milioni di euro scoperto dalla procura di Catanzaro. Nella retata di questa mattina sono stati arrestati oltre 15 giocatori, 6 presidenti di società di calcio, 8 dirigenti sportivi e alcuni allenatori. Oltre alle dieci persone che gestivano i flussi di denaro in Italia e all’estero.

Gli investigatori hanno scoperto il giro di scommesse illegali dopo aver intercettato Pietro Iannazzo, esponente della ‘ndrangheta con interessi sulla squadra di calcio Neapolis. Faceva parte di una delle due organizzazioni che hanno alterato il risultato di decine di partite. Un ruolo centrale era ricoperto da Fabio Di Lauro, secondo gli inquirenti "rappresentante unico in Italia dei signori delle scommesse" nazionali e internazionali, capace di muovere milioni di euro che transitavano attraverso banche europee e asiatiche.

Perquisizioni in 21 province di 10 regioni italiane, per l’ennesima operazione che testimonia l’opacità dei campionati di calcio delle serie inferiori.
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