Istituzioni & Territorio
De Luca è “impresentabile”. Il candidato Pd la denuncia
“Non significa che è ineleggibile”, specifica il presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi. Il nome del candidato governatore del Pd è, però, tra quelli sconsigliati dall’organo. L'ex sindaco di Salerno la denuncia per diffamazione.

La motivazione
L’impresentabilità non è legata, dunque, all’ultima condanna per abuso d’ufficio. Il procedimento contestato risale al 2002 per il reato di concussione continuata commesso dal maggio 1998 e con “condotta in corso” secondo la procura di Salerno. L’esponente del Partito democratico è accusato anche di truffa aggravata e associazione per delinquere. Su di lui incombe lo spauracchio della legge Severino. Quando era sindaco, il Tar ne aveva sospeso gli effetti. In caso di elezione in Campania, invece, dovrà decidere un giudice ordinario per effetto della recente pronuncia della Cassazione.
L’annuncio di Rosy Bindi
De Luca è tra i 16 candidati ritenuti “impresentabili” dalla commissione: 12 campani e quattro pugliesi. 11 sono di Centrodestra, cinque quelli di Centrosinistra. A due giorni dalle urne, Rosy Bindi lo ha definito un "lavoro lungo e scrupoloso" e ha negato che possa esserci “interferenza con la campagna elettorale, impresentabili non vuol dire che sono ineleggibili".
La polemica politica
L’annuncio in una conferenza stampa poco dopo le 14,30. Una notizia inaspettata per il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che in precedenza aveva contestato: “Mai visto un dibattito così autoreferenziale e lontano dalla realtà”. Il premier aveva anche assicurato: "Nessuno di questi candidati verrà eletto. Sono quasi tutti espressione di piccole liste civiche che vengono assemblate per prendere un voto in più".
Da giorni la candidatura dell’ex sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti è al centro delle cronache politiche. Ieri il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi aveva assicurato che “De Luca è candidabile ed eleggibile”.
Lo stesso De Luca, per bocca del suo portavoce, ha reso noto di voler denunciare per diffamazione l'ex presidente del Pd, invitandola a un "pubblico dibattito per sbugiardarla e dimostrare che l'unica impresentabile è lei". Anche Sergio Nappi, candidato alla Regione con Caldoro e impresentabile secondo la commissione, ha comunicato di essere pronto ad adire per vie legali.
Non si è fatto attendere nemmeno l'attacco di Matteo Orfini, attuale presidente del partito: "Non ho mai avuto un buon rapporto con De Luca. Tuttavia quello che sta accadendo è incredibile. L'iniziativa della presidente della commissione Antimafia ci riporta indietro di secoli, quando i processi si facevano nelle piazze aizzando la folla".
A chi l'ha accusata di aver utilizzato il rapporto per un regolamento di conti interno al Partito democratico, Rosy Bindi ha risposto che "nessuna iniziativa è stata presa in modo autonomo dalla presidente Bindi". Quindi la spiegazione: "L'Ufficio di presidenza, allargato ai capigruppo, ha condiviso tutte le procedure nelle diverse fasi del percorso di verifica, dando pieno mandato alla presidente di concludere il lavoro".
I nomi
Oltre a Vincenzo De Luca, nella lista ci sono: Antonio Ambrosio (Forza Italia), Luciano Passariello (Fratelli d'Italia), Sergio Nappi (Caldoro presidente), Fernando Errico (Ncd-Campania popolare), Alessandrina Lonardo (Forza Italia), Francesco Plaitano (Popolari per l'Italia), Antonio Scalzone (Popolari per l'Italia), Raffaele Viscardi (Popolari per l'Italia), Domenico Elefante (Centro democratico-Scelta civica), Carmela Grimaldi (Campania in rete) e Alberico Gambino (Meloni-Fratelli d'Italia-An). I quattro candidati pugliesi sono invece Fabio Ladisa (Popolari per Emiliano), Enzo Palmisamo (Movimento per Schittulli), Giovanni Copertino (Forza Italia) e Massimiliano Oggiano (Lista Oltre con Fitto).
Inizialmente inserito e poi cancellato il nominativo di Biagio Iacolare (Udc). Lo scorso marzo la Cassazione lo ha assolto dall'accusa di aver contribuito, in qualità di amministratore della società Edil San Rocco srl, alla realizzazione di "un disegno criminoso teso a favorire il clan Polverino". "È gravissima e inaccettabile la leggerezza con la quale il mio nome è stato inserito nell’elenco reso pubblico oggi dalla Commissione Antimafia", ha commentato Iacolare.
