Politica & Istituzioni
I temi
La puntata di RegionEuropa del 7 maggio
Secondo appuntamento domenica 7 maggio in RegionEuropa, il settimanale europeo della Tgr a cura di Dario Carella, in onda su Rai 3 dalle 11,30 a mezzogiorno, ed in diretta streaming sul web ai siti www.tgr.rai.it e www.regioneuropa.blog.rai.it, con il focus “Pensare globalmente, Agire localmente”: si è infatti chiuso definitivamente il periodo di programmazione dei Fondi Europei 2007/2013 destinati ai territori locali, sia quelli per la coesione economica e sociale che quelli strutturali destinati alle regioni.
La direttrice dell’Agenzia per la Coesione territoriale, Maria Ludovica Agrò, intervistata da Antonio Silvestri, spiega come i dati contenuti nelle certificazioni finali delle spese, trasmessi alla Commissione Europea, mostrino che a fronte di risorse programmate pari a 45,8 miliardi di euro, le Autorità dei Programmi Operativi hanno certificato complessivamente spese pari a 46,2 miliardi di euro che equivale al 101% del totale delle risorse concesse all’Italia da Bruxelles.
Un dato molto soddisfacente se si pensa che sul periodo in cui i fondi per le regioni sono stati utilizzati, ha impattato la crisi economica e che i soldi non spesi sono pari a 186 milioni di Euro. La Direttrice dell’agenzia per la Coesione evidenzia i cambi di rotta che sono stati obbligati dalle nuove regole fissate dalla Commissione Europea e le priorità seguite: fattore molto positivo è quello relativo a diverse regioni del Mezzogiorno che hanno utilizzato le risorse europee molto meglio degli anni precedenti.
Non è andato invece per nulla bene il progetto europeo della “Garanzia Giovani”: nonostante siano passati ormai tre anni dall’avvio in Italia, i risultati, presi in esame sempre da un servizio di Antonio Silvestri, dimostrano che il 24 per cento dei giovani è rimasto nella categoria “Neet”, ovvero coloro i quali non studiano e non lavorano, contro il 14 della media europea.
Prevalgono inoltre i tirocini e poi i contratti di assunzione mentre l’apprendistato fa poca presa. Sono dati ricavati dall’ultimo rapporto di monitoraggio su questo strumento pubblicato dall’Agenzia per le politiche attive sul lavoro.
Da Firenze la cronaca della due giorni sullo “Stato dell’Unione” a cui ha partecipato il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, mentre da Bruxelles, il portavoce del Comitato delle Regioni europee, Pierluigi Boda, intervistato da Dario Carella, anticipa i temi al centro della prossima assemblea plenaria dei rappresentanti locali europei: il negoziato in corso con Londra sulla Brexit, rischia infatti di impattare pesantemente sull’attuale programmazione 2014/2020 dei fondi europei destinati ai territori, perché se la Gran Bretagna dovesse confermare le attuali posizioni, ovvero il muro contro muro con Bruxelles sui costi da pagare previsti dal Trattato di Lisbona da parte di chi esce dall’unione Europea, alla fine del 2019 potrebbero mancare diverse dotazioni finanziarie e le regioni potrebbero essere costrette a rivedere al ribasso i programmi territoriali in corso che vengono finanziati con le risorse comunitarie.
“RegionEuropa” propone quindi un focus sui rapporti tra l’UE e l’Africa, in particolare con i paesi del Centro Africa, a partire dal Rwanda, il paese strategico della regione, in cui il presidente al potere Paul Kagame, ha trasformato il proprio governo in una vera e propria dittatura, cambiando la Costituzione, senza permettere alcun intervento da parte dei partiti dell’opposizione in esilio, e facendosi dare il via libera alla propria rielezione senza interruzioni sino al 2034. Una decisione contestata duramente dall’amministrazione Obama e dall’Unione Europea. Per la prima volta i rappresentanti dei due principali partiti rwandesi di opposizione, il Rwanda National Congress e l’ Fdu-Inkingi, che non potranno partecipare con propri candidati alle elezioni presidenziali previste per il mese di luglio, sono stati ufficialmente ricevuti al Parlamento Europeo dal presidente della Commissione Diritti Umani, Antonio Panzeri, e dall’europarlamentare belga del Gruppo Socialista, Maria Arena. Panzeri ha annunciato la presentazione di una interrogazione all’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’UE, Federica Mogherini, volta a conoscere le iniziative che l’Europa intende mettere in atto affinché in Rwanda riprenda un processo democratico e termini la violazione dei diritti umani e politici delle opposizioni da parte del presidente.
In conclusione del settimanale europeo della Tgr un’intervista a Pietro Carlomagno, euro progettista, sul ruolo delle lobby in Europa, e l’appuntamento con “Opportunità Europa”, e con le segnalazioni di Europe Direct Umbria, tra le quali il bando per l’azione chiave di Erasmus+ riguardante l’inclusione sociale attraverso l’istruzione, un offerta di lavoro all’Autorità per la sicurezza alimentare di Parma, e un concorso fotografico sui progetti finanziati dall’UE nella propria regione.
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La direttrice dell’Agenzia per la Coesione territoriale, Maria Ludovica Agrò, intervistata da Antonio Silvestri, spiega come i dati contenuti nelle certificazioni finali delle spese, trasmessi alla Commissione Europea, mostrino che a fronte di risorse programmate pari a 45,8 miliardi di euro, le Autorità dei Programmi Operativi hanno certificato complessivamente spese pari a 46,2 miliardi di euro che equivale al 101% del totale delle risorse concesse all’Italia da Bruxelles.
Un dato molto soddisfacente se si pensa che sul periodo in cui i fondi per le regioni sono stati utilizzati, ha impattato la crisi economica e che i soldi non spesi sono pari a 186 milioni di Euro. La Direttrice dell’agenzia per la Coesione evidenzia i cambi di rotta che sono stati obbligati dalle nuove regole fissate dalla Commissione Europea e le priorità seguite: fattore molto positivo è quello relativo a diverse regioni del Mezzogiorno che hanno utilizzato le risorse europee molto meglio degli anni precedenti.
Non è andato invece per nulla bene il progetto europeo della “Garanzia Giovani”: nonostante siano passati ormai tre anni dall’avvio in Italia, i risultati, presi in esame sempre da un servizio di Antonio Silvestri, dimostrano che il 24 per cento dei giovani è rimasto nella categoria “Neet”, ovvero coloro i quali non studiano e non lavorano, contro il 14 della media europea.
Prevalgono inoltre i tirocini e poi i contratti di assunzione mentre l’apprendistato fa poca presa. Sono dati ricavati dall’ultimo rapporto di monitoraggio su questo strumento pubblicato dall’Agenzia per le politiche attive sul lavoro.
Da Firenze la cronaca della due giorni sullo “Stato dell’Unione” a cui ha partecipato il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, mentre da Bruxelles, il portavoce del Comitato delle Regioni europee, Pierluigi Boda, intervistato da Dario Carella, anticipa i temi al centro della prossima assemblea plenaria dei rappresentanti locali europei: il negoziato in corso con Londra sulla Brexit, rischia infatti di impattare pesantemente sull’attuale programmazione 2014/2020 dei fondi europei destinati ai territori, perché se la Gran Bretagna dovesse confermare le attuali posizioni, ovvero il muro contro muro con Bruxelles sui costi da pagare previsti dal Trattato di Lisbona da parte di chi esce dall’unione Europea, alla fine del 2019 potrebbero mancare diverse dotazioni finanziarie e le regioni potrebbero essere costrette a rivedere al ribasso i programmi territoriali in corso che vengono finanziati con le risorse comunitarie.
“RegionEuropa” propone quindi un focus sui rapporti tra l’UE e l’Africa, in particolare con i paesi del Centro Africa, a partire dal Rwanda, il paese strategico della regione, in cui il presidente al potere Paul Kagame, ha trasformato il proprio governo in una vera e propria dittatura, cambiando la Costituzione, senza permettere alcun intervento da parte dei partiti dell’opposizione in esilio, e facendosi dare il via libera alla propria rielezione senza interruzioni sino al 2034. Una decisione contestata duramente dall’amministrazione Obama e dall’Unione Europea. Per la prima volta i rappresentanti dei due principali partiti rwandesi di opposizione, il Rwanda National Congress e l’ Fdu-Inkingi, che non potranno partecipare con propri candidati alle elezioni presidenziali previste per il mese di luglio, sono stati ufficialmente ricevuti al Parlamento Europeo dal presidente della Commissione Diritti Umani, Antonio Panzeri, e dall’europarlamentare belga del Gruppo Socialista, Maria Arena. Panzeri ha annunciato la presentazione di una interrogazione all’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’UE, Federica Mogherini, volta a conoscere le iniziative che l’Europa intende mettere in atto affinché in Rwanda riprenda un processo democratico e termini la violazione dei diritti umani e politici delle opposizioni da parte del presidente.
In conclusione del settimanale europeo della Tgr un’intervista a Pietro Carlomagno, euro progettista, sul ruolo delle lobby in Europa, e l’appuntamento con “Opportunità Europa”, e con le segnalazioni di Europe Direct Umbria, tra le quali il bando per l’azione chiave di Erasmus+ riguardante l’inclusione sociale attraverso l’istruzione, un offerta di lavoro all’Autorità per la sicurezza alimentare di Parma, e un concorso fotografico sui progetti finanziati dall’UE nella propria regione.
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