Cronaca
‘Ndrangheta, maxiblitz in Calabria: 116 arresti. Il figlio del boss: “Lo Stato sono io”

Gli arrestati dovranno rispondere a vario titolo di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, truffa ed altri reati; tutti con l’aggravante della finalità di agevolare l'organizzazione mafiosa.
Tra i catturati vi sono elementi di spicco e capi, ma anche gregari, appartenenti soprattutto a ventuno famiglie del cosiddetto mandamento jonico. In manette sono finiti anche uomini del clan Morabito. Il figlio del boss, in una intercettazione, avrebbe dichiarato: "Lo Stato qui sono io; la mafia originale, non quella scadente".
Dall’inchiesta è risultato che anche la ‘ndrangheta aveva organizzato i suoi tribunali: agli appositi “giudici delle cosche” veniva affidato il compito di valutare la violazione delle regole del sodalizio criminale da parte degli affiliati. Sulla falsariga degli odiati tribunali dello Stato, le “corti della ‘ndrangheta” potevano irrogare sanzioni e stabilire procedure da applicare per colpire membri infedeli e per sanare faide e controversie.
