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Cronaca

Orrore a Secondigliano, folle uccide quattro persone e ne ferisce cinque. Rischia il linciaggio

​Entra ed esce dal balcone e spara all’impazzata. Colpisce i familiari più stretti, contro i quali scarica tutta la furia omicida, ma non risparmia neanche i passanti ignari. È un appassionato di caccia e in casa aveva un arsenale. La furia omicida causata dal filo usato per il bucato. Sul posto di lavoro non aveva mai creato problemi, ma da anni litigava con il fratello per questioni finanziarie. Per un'ora e mezza il quartiere è rimasto paralizzato.

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Secondigliano, quartiere periferico a nord di Napoli. Alle 15.15 inizia quella che, poco dopo, si rivelerà una strage. Si distinguono colpi di pistola: secondo il racconto dei testimoni, almeno quindici spari. Dal balcone di via Miano a Capodimonte 41, al primo piano, si affaccia Giulio Murolo: prima impugna una pistola, poi imbraccia un fucile a pompa. Spara all’impazzata e senza un obiettivo preciso. Arriva la polizia, che chiude la strada al traffico e tiene a oltre 500 metri di distanza giornalisti e curiosi. Nei pressi dell’abitazione entrano in azione i tiratori scelti, mentre un elicottero sorvola la zona. Per evitare un finale ancora più tragico, un blindato dei carabinieri viene collocato tra l’assassino e le persone ferite. Dopo quasi un’ora e mezza di inferno, poliziotti e carabinieri irrompono nell’abitazione e bloccano l’omicida. Un’operazione complicata dalle bombole di gas che l’uomo ha aperto e con le quali minaccia di far saltare in aria l’appartamento. Per fortuna non è stato necessario ricorrere ad altri spari e causare ulteriore spargimento di sangue. Sceso in strada, ha rischiato il linciaggio. È entrato nell’auto della polizia, contro la quale si sono scagliati gli abitanti del quartiere.

Le vittime
Al contrario delle voci diffuse subito dopo la carneficina, secondo le quali tra le vittime ci sarebbe stata anche la moglie, Giulio Murolo è celibe ed è un infermiere di 48 anni dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Ha ucciso il fratello (che ha cercato di fermarlo urlando «che stai facendo?»), la cognata, un ragazzo che viaggiava a bordo di uno scooter e il capitano della polizia municipale di Napoli Francesco Bruner. L’ufficiale abitava lì vicino e non era in servizio, ma era accorso per tentare di soccorrere un collega. I feriti sono cinque: due poliziotti e un carabiniere (non sono gravi), un agente della municipale e una passante. Tutti sono stati portati in ospedale.
 
La causa
A provocare la sparatoria è stato un diverbio nato da un filo steso per il bucato, conseguenza evidente dei rapporti tesi che da tempo l’infermiere con la passione per la caccia aveva con il fratello per questioni di interesse. Un rancore covato per anni e sfociato in un gesto inconsulto, che ha gettato nel terrore l’intero quartiere.
 
Le testimonianze
«È stata una sequenza violentissima», dice un negoziante della zona. «Ho abbassato la saracinesca come hanno fatto tutti gli altri commercianti e sono scappato. Poi ho cominciato a telefonare ai miei figli e a tutti quelli che conoscevo per dire loro di non avvicinarsi alla zona». La prima reazione, però, è stata di incredulità: «Inizialmente ho pensato che potesse essere una fiction, perché ieri a poche decine di metri da qui hanno girato un episodio della serie Gomorra. Poi ho visto un ragazzo sul motorino, riverso a terra, e l'uomo armato di fucile». «Mi sono barricato nel negozio» racconta Giovanni, che si trovava nella spaghetteria di sua proprietà con la moglie e le figlie. Ha visto Murolo essere portato via dalla polizia: «Era freddo, di ghiaccio». Due pallottole sono state sparate anche in direzione del ristorante; i fori sul muro ricordano un’ora e mezza in cui la realtà ha superato la finzione.
 
 
 
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