Reggio Calabria, la 'ndrangheta gestiva il Comune: 10 fermi
Condividi
Scoperto dai carabinieri a Reggio Calabria un comitato di affari illegale che gestiva l’amministrazione comunale nell’interesse dei clan della ‘ndrangheta. Fermate 10 persone, tra le quali anche funzionari pubblici. Le accuse sono di concorso esterno in associazione mafiosa, turbativa degli incanti, truffa, corruzione nei doveri d'ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, intestazione fittizia di beni, estorsione aggravata dal metodo mafioso. Fra i dirigenti comunali fermati c'è anche Marcello Cammera, a lungo responsabile dei Lavori Pubblici, con le mani nei principali appalti in città. Fra gli imprenditori arrestati ci sono invece Domenico e Vincenzo Barbieri, già considerati contigui al clan Buda-Imerti di Villa San Giovanni. Nel mirino dei pubblici ministeri anche due società che operavano nel settore della depurazione delle acque e della fornitura di servizio idrico integrato: gli uomini a capo delle società sono accusati di violazione amministrativa del codice di responsabilità degli Enti Locali.