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RegionEuropa del 27 novembre


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In Italia solo il 20 per cento dei cittadini pensa che la propria opinione conti a livello europeo, una percentuale che sale a 25 se la propria opinione riguarda solo l’Italia, i dati che portano  il nostro Paese a collocarsi in media con i paesi meno europeisti dell’UE, emergono dall’ultima rilevazione effettuata da Eurobarometro.

E’ questo l’argomento di apertura della puntata di RegionEuropa, il settimanale europeo della Tgr curato da Dario Carella, in onda domenica 27 novembre su Rai 3 dalle 11,30 a mezzogiorno ed in diretta streaming sul web ai siti  www.tgr.rai.it e www.regioneuropa.blog.rai.it.

Il servizio di Antonio Silvestri mostra un paese comunque a più facce, dato che, contemporaneamente, il 60 per cento degli italiani intervistati ritiene che quello che unisce i cittadini UE sia più importante di ciò che li divide, mentre solo  il 38 per cento degli italiani ritiene che l’Europa abbia portato benefici al proprio Paese. La media dei cittadini europei che la pensano così sale invece al 60 per cento.

Dalla ricerca di Eurobarometro emerge inoltre una visione pessimistica sul futuro dell’Unione Europea e, per rimediare a questa situazione, aumenta il numero degli italiani che ritengono che il Parlamento Europeo dovrebbe avere un ruolo più importante, essendo l’unica istituzione comunitaria scelta dai cittadini.

“Sono dati che debbono costringerci ad una seria riflessione” commenta a RegionEuropa il Capogruppo dei socialisti e democratici all’Europarlamento Gianni Pittella, che spiega: “ Io da qualche tempo ho iniziato ad usare regolarmente i social media, Facebook e Twitter soprattutto, per mantemere un contatto con i cittadini europei, non solo quelli italiani, ma penso che non sia sufficiente. Occorre che l’UE abbandoni definitivamente la strada dell’austerità, sostenuta dai “falchi” guidati dal ministro delle finanze germanico Schäuble ed imbocchi la strada senza ritorno a politiche di crescita e di inclusione sociale, perché solo battendo la disoccupazione con politiche europee concrete, saremo in grado dicontrastare i sentimenti euro critici. In caso contrario - conclude Pittella - l’Europa è già condannata”.

Il settimanale europeo della Testata Regionale Rai apre quindi una narrazione a più voci sulla crisi della produzione risicola italiana, messa a rischio di default dalle decisione di Bruxelles di aumentare le importazioni a dazio zero del riso proveniente dall’Estremo Oriente: “riso non di qualità come quello italiano, che scuoce rapidamente e che non offre garanzie ai consumatori” sostiene Alberto Cirio, europarlamentare di Forza Italia, intervistato da Dario Carella, annunciando l’ennesima battaglia della delegazione europarlamentare italiana a difesa di una delle nostre produzioni più importanti  dell’export agroalimentare.

Infatti l’Italia è il maggiore produttore europeo di riso, con 235mila ettari coltivati, e, spiega in una scheda Antonio Silvestri, la concorrenza sleale del riso prodotto in  Cambogia e Birmania senza dazi, autorizzata dall’ UE, nell’ambito del programma finalizzato a promuovere in quei Paesi lo sviluppo e ridurre la povertà, metterà sostanzialmente i nostri produttori fuori mercato. 

Di qui la richiesta dell’Ente Risi del  ripristino dei dazi i cui danni si sono fatti sentire con un crollo delle coltivazioni della varietà più importata da 75 a 33mila ettari. L’Ente Risi ha anche organizzato a gennaio un confronto a Milano di tutti i risicoltori europei per creare un fronte comune verso l’UE. In conclusione della puntata di RegionEuropa la cerimonia di premiazione dei film vincitori del Premio Lux 2016 avvenuta a Strasburgo durante la sessione plenaria del Parlamento Europeo svoltasi questa settimana, il Premio  Carlo Magno 2017 rivolto alle scuole spiegato da Gianpaolo Meneghini, Direttore dell’Ufficio del Parlamento Europeo in Italia e la rubrica “Opportunita’ Europa”, lo spazio dedicato alle opportunità offerte dall’UE, con un bando per comunicare gli effetti della Politica Agricola Comune, una opportunità di impiego all’Agenzia per la sicurezza sui luoghi di lavoro, e il Concorso per gli studenti delle secondarie “I giovani e le scienze”

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