Cronaca
Ventitrè anni dopo Capaci, piazze reali e virtuali contro la mafia
Il 23 maggio 1992 la morte del giudice Giovanni Falcone, ucciso in un attentato ordinato dall'allora capo di Cosa Nostra Totò Riina. Oggi in tutta Italia iniziative per celebrare la giornata della lotta alla criminalità organizzata.

Per non dimenticare l’attentato ordinato da Totò Riina, oggi in tutta Italia iniziative in difesa della legalità. Protagonista, e non poteva essere altrimenti, è la Sicilia. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, palermitano, ha scelto di celebrare il trionfo della giustizia nell’aula bunker del carcere “Ucciardone” del capoluogo. Con lui, numerosi rappresentanti del governo e delle istituzioni, a cominciare dal presidente del Senato e magistrato Pietro Grasso per una cerimonia istituzionale nel luogo in cui si è svolto il maxiprocesso. Presente anche Maria Falcone, sorella del giudice, che ha precisato: "Solo insieme, costituendo una forza comune, si vince la guerra contro la mafia".
Oltre 40mila studenti italiani e un centinaio provenienti dall’Europa e dagli Stati Uniti scendono nelle piazze di tutto il Paese: a Milano, Firenze, Napoli, Gattatico, Rosarno, Corleone. Ricordano gli eroi della legalità aderendo alla manifestazione “Palermo chiama Italia”, organizzata dalla fondazione “Giovanni e Francesca Falcone”.
La lotta alla criminalità 2.0 si combatte anche sui social con i profili Twitter @miursocial e @23maggioitalia. Una piazza virtuale che, con l’hashtag #palermochiamaitalia, propone una “gara” di selfie no mafia. Si è rivolto a Twitter anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che in mattinata ha cinguettato: “Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro #ionondimentico”.
