Perquisizioni domiciliari a carico di una ventina di indagati. L'inchiesta su ChiantiBanca prosegue con l'operazione della guardia di finanza che sta indagando sull'ipotesi di reato di falso in bilancio e ostacolo alla vigilanz. Le perquisizioni disposte dalla procura riguardano il consiglio di amministrazione in carica fino al 2015, che ebbe come presidente Claudio Corsi e vicepresidente Stefano Mecocci, piu' i tre revisori del collegio sindacale 'pro tempore' e l'ex direttore generale Andrea Bianchi. Acquisizioni di documenti anche a San Casciano Val di Pesa presso la sede della Direzione generale e presso la Fondazione ChiantiBanca. Nelle indagini hanno un certo rilievo, per gli inquirenti, la classificazione nei bilanci di un Btp da 100 milioni di euro a scadenza 2046; la modifica di verbali di riunioni del consiglio di amministrazione; la gestione dei crediti deteriorati rispetto alle indicazioni date dagli ispettori di Bankitalia; le aperture e le chiusure di filiali per le spese sostenute per i lavori di allestimento; l'erogazione di certe consulenze esterne. Le ipotesi di falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza ruotano molto intorno al Btp acquistato e rivenduto (con utile di 3,5 mln di euro) nel giro di un anno senza aspettare la scadenza del 2046: un'operazione che non avrebbe rispettato le normative bancarie, molto vincolanti anche nella classificazione delle poste di bilancio (tanto da farne dipendere perdite o attivi), e che sarebbe stata fatta per portare all'assemblea dei soci un bilancio con un utile robusto, anziche' in perdita o con attivo esiguo. A parte il Btp 2046, sugli altri fatti gli inquirenti si riservano di chiarire se c'e' stato un atteggiamento doloso da parte degli indagati e anche per questo sono state fatte perquisizioni nei domicili privati degli indagati, oltre alle acquisizioni di documenti alla direzione generale di San Casciano e alla Fondazione Chiantibanca. E' stato lo stesso istituto a rendere nota la visita della Finanza. "Si tratta di una prosecuzione dell'ordinario iter istruttorio a seguito dell'esposto presentato dal consiglio di amministrazione, lo scorso 10 maggio, relativo alla irregolare classificazione di un titolo di stato nel bilancio 2015 - scive la Banca. I militari hanno ritirato la documentazione che, per motivi strettamente tecnici, non era disponibile lo scorso 31 maggio. Anche il secondo incontro con la gdf si è svolto come il precedente in un clima di massima trasparenza e totale collaborazione. A tal proposito, va ribadito come la banca abbia già provveduto, fin dal bilancio 2016, alla completa sistemazione delle irregolarità e rispetti ampiamente i requisiti regolamentari, anche a fronte degli importanti accantonamenti effettuati nel bilancio 2016 volti a garantire un presidio ancor maggiore dei crediti a tutela massima di soci e clienti".