La Commissione Ue ha deferito l'Italia davanti alla Corte di giustizia per le concessioni autostradali. I rimedi proposti dall'Italia secondo Bruxelles non hanno risposto alle sue preoccupazioni. L'infrazione riguarda la proroga di 18 anni della concessione senza bando di gara alla Societa' Autostrada Tirrenica sulla A12 Civitavecchia-Livorno. La Commissione Ue aveva inviato l'ultimo avvertimento all'Italia, con un parere motivato, a ottobre 2014, sul mancato rispetto delle norme sugli appalti pubblici. La Commissione ritiene che l'Italia sia venuta meno agli obblighi che le incombono in base alle norme Ue in materia di appalti pubblici, in particolare in virtù della direttiva del 2004. Le norme Ue in materia di appalti pubblici hanno lo scopo di garantire che tutti gli operatori economici abbiano pari possibilità di partecipare a una gara d'appalto e di aggiudicarsi un appalto. In base alle norme vigenti una nuova concessione può essere attribuita solo al termine di una procedura competitiva, ad eccezione dei casi specificamente regolamentati dal diritto dell'Ue. Una proroga della durata equivale a una nuova concessione; di conseguenza prorogare la data di scadenza di un contratto di concessione autostradale senza previa indizione di una gara d'appalto non è in linea con il diritto dell'Ue in quanto altre imprese potenzialmente interessate si vedono preclusa la possibilità di presentare un'offerta. La prima concessione per la costruzione dell'autostrada Livorno-Civitavecchia alla Società Autostrada Tirrenica risale al 1969. Per vari motivi sono stati finora realizzati solo 56 dei 242 km previsti. La concessione è stata originariamente accordata per un periodo di 30 anni (fino al 1999). Da allora la concessione è stata prorogata due volte, rispettivamente fino al 2028 e al 2046, senza alcuna procedura competitiva. Su questa questione la Commissione ha avviato nel 2009 una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia, chiusa però successivamente alla luce degli impegni delle autorità italiane. Nel 2014 è stata aperta una nuova procedura d'infrazione, dopoché la Commissione era venuta a conoscenza del fatto che l'Italia non aveva rispettato gli impegni assunti nel 2009. Il commento del presidente della regione Rossi: "Adesso non si dia la colpa a Bruxelles per far ritardare ancora i lavori per la realizzazione e la messa in sicurezza di una infrastruttura autostradale assolutamente necessaria per la costa. Evidentemente - aggiunge - non si e' fatto quanto si doveva per evitare questo spiacevolissimo giudizio di Bruxelles sul governo italiano, non si sono dati i chiarimenti necessari, non si sono presi i provvedimenti per evitare che questo avvenisse. Credo che nelle prossime settimane avro' un incontro con il ministro Delrio e a lui manifestero' questa esigenza assoluta". Rossi annuncia di voler scrivere "a tutti i deputati della Toscana, affinche' si facciano sentire con il Governo e facciano cessare questa autentica presa in giro che si trascina ormai da decenni".