Almeno 300 passaporti 'vergini', facenti parte di uno stock di 4.000 documenti che la questura di Milano aveva inviato alla Zecca per la distruzione, a causa del difettoso funzionamento del chip, sono finiti in mano a due organizzazioni criminali, una albanese l'altra di nordafricani.
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Dalle indagini risulterebbe l'utilizzo di alcuni di questi documenti, previo pagamento fino a 4 mila euro, per ingressi in Francia, Belgio, Germania e Canada. Ma non risultano, è stato precisato in procura, utilizzo dei documenti da parte di soggetti legati al terrorismo. La magistratura romana, dopo l'indagine avviata dalla Polaria di Fiumicino, ha ottenuto 11 provvedimenti cautelari: 8 ordinanze in carcere, una ai domiciliari (per Massimo Salomone, magazziniere del Poligrafico addetto alla distruzione dei documenti difettosi), e 2 obblighi di presentazione (per Maria Arrigola e Achille Pivetta, una funzionaria del Mef, l'altro responsabile dei magazzini "serre" della Zecca che si sarebbero appropriati dei passaporti salvo attestarne la distruzione).