Economia & Lavoro
Richard-Ginori, trovata l'intesa: salvi marchio, fabbrica e 200 posti di lavoro
Accordo fatto al Mise fra azienda e banche per la compravendita dei terreni: l'azienda resta a Sesto Fiorentino di cui è simbolo e storia. All'incontro romano col ministro Calenda presenti il Governatore Rossi, il sindaco di Sesto, Falchi, e le rappresentanze sindacali

"Esprimo grande soddisfazione - ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi - per questa intesa sulla quale abbiamo lavorato fortemente in questi mesi. Si tratta di un passo fondamentale per garantire il futuro di questa storica manifattura di valore nazionale e mondiale e perché possa dispiegarsi pienamente il piano industriale dell'azienda. È significativo che a questa intesa si aggiunga anche l'acquisizione del Museo storico di Richard Ginori da parte dello Stato, avvenuta nei giorni scorsi. Nei prossimi giorni con il ministro Calenda e il sindaco Falchi firmeremo un protocollo d'intesa finalizzato al supporto dello sviluppo di Ginori e di tutta l'area circostante".
''Finalmente tiriamo un sospiro di sollievo", ha commentato il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi. "Dopo tanti, troppi mesi di attesa, c'è l'accordo sul futuro dello stabilimento Richard-Ginori. Il primo pensiero va ai lavoratori, per i quali, finalmente, si apre la possibilità di un futuro meno incerto. E poi alla nostra città, a Sesto Fiorentino, che ha atteso l'esito dell'incontro di questo pomeriggio per mesi".
"L'accordo raggiunto per la compravendita dei terreni tra Richard Ginori e le banche creditrici una notizia importantissima alla quale abbiamo lavorato per mesi. Ringraziamo i lavoratori della Ginori che hanno con noi lottato con coraggio,le istituzioni a tutti i livelli che hanno lavorato in sinergia per questa soluzione. Un abbraccio va anche a tutti i sestesi che non ci hanno mai fatto mancare il loro sostegno. Da oggi si apre una nuova sfida,quella legata alla partita sul piano di rilancio della Ginori e degli investimenti". Cosìin una nota, Mirko Zacchei di Femca cisl e Bernardo Marasco Filctem Cgil.
