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Cronaca

La sentenza della Corte dei Conti per il disastro del 2014

Alluvione di Carrara, il progettista dovrà pagare

Verserà alla Regione più di un milione e 200mila euro. Condannati anche due dirigenti della Provincia

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Per il crollo dell'argine, avvenuto il 5 novembre 2014 ad Avenza, che causò la devastante alluvione, la Corte dei Conti di Firenze ha condannato il progettista e il direttore dei lavori Franco Del Mancino al pagamento, in favore della Regione Toscana, dell'importo di 1.226.174,73 euro. I due dirigenti della Provincia Stefano Michela e Gianluca Barbieri sono stati condannati al pagamento, sempre in favore della Regione Toscana, dell'importo, di 262.751,72 euro ciascuno. Si tratta, come si legge nella sentenza, del costo sostenuto dalla Regione per la demolizione del muro crollato, la messa in sicurezza del tratto di Carrione e la ricostruzione dell'argine. Secondo la corte dei conti, l'ingegner Del Mancino che ricopriva il doppio ruolo di progettista e direttore dei lavori, è colpevole all'80% mentre i due dirigenti della Provincia al 10% ciascuno per non aver vigilato sulla realizzazione dell'opera distrutta dall'ondata di piena all'alba del 5 novembre di tre anni fa. L'alluvione devastò aziende del marmo e abitazioni di Avenza e Marina di Carrara con danni stimati in oltre 100 milioni di euro. Furono evacuate anche 5.000 persone.
"Siamo soddisfatti che il lavoro della magistratura ci consenta oggi di recuperare risorse pubbliche che saranno utili a portare avanti e completare i lavori di messa in sicurezza del Carrione e degli altri cantieri di Massa Carrara. Ho ripetuto più volte che l'adeguamento idraulico di tutta questa zona ha bisogno di costanza e continuità, in modo da consentirci di cambiare il volto idraulico di questi territori nel prossimo decennio". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, commentando la sentenza della Corte dei conti. Nella relazione di uno dei periti si legge che "le cause dell'inondazione sono da attribuire principalmente alla tipologia di opere sia per come sono state progettate, già di per sé erroneamente, sia per come sono state realizzate, ossia in totale difformità rispetto alle indicazioni progettuali, peggiorandone ulteriormente le condizioni di stabilità". Mancanze quindi sia in fase di progettazione che di realizzazione dell'opera, poi franata sotto la spinta del Carrione in piena.
Il fascicolo fu aperto dopo la denuncia inviata alla Procura contabile dal presidente della Regione Enrico Rossi, che aveva espresso la sua indignazione per quanto accaduto a causa di lavori non conformi al progetto e di una struttura di contenimento realizzata su quella vecchia, che non era stata demolita come invece avrebbe dovuto.
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