Vendevano mezzi militari dismessi alla Somalia 4 arresti
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Sgominata un'organizzazione criminale specializzata nel trasferire mezzi militari dismessi dall'Italia alla Somalia, senza rimuovere le dotazioni belliche. Arrestati, a seguito di misura cautelare disposta dal gip Mario Profeta su richiesta della Dda Fiorentina, tre somali e un italiano, accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di materiali di armamento. Gli arresti sono stati eseguiti tra Firenze, Pisa e Trapani. In alcuni casi, per eludere i controlli doganali, i mezzi militari venivano smontati e le singole parti fatte passare per pezzi di ricambio, per poi essere assemblate nuovamente in Somalia. L'organizzazione operava grazie all'aiuto di una rete di complici, italiani, che risultano indagati, tra i quali autodemolitori, trasportatori e spedizionieri, attivi in Toscana, Campania, Calabria, Emilia-Romagna e Sicilia. Il gruppo riusciva ad acquistare veicoli dell'Esercito fuori uso e a trasferirli in Somalia, aggirando la normativa italiana che parifica i veicoli militari a materiali di armamento - vietandone la cessione e l'esportazione in assenza di apposite autorizzazioni ministeriali -, e violando le normative internazionali internazionali che hanno disposto l'embargo verso la Somalia. I mezzi venivano smontati e tagliati in pezzi. Le singole parti venivano poi fatte passare per pezzi di ricambio e spedite, corredate di false fatture o false dichiarazioni di avvenuta bonifica ai fini ambientali, per poi essere montate insieme di nuovo al loro arrivo.