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Cronaca

Omicidio Ashley: condanna confermata

 La Corte d'Assise d'appello di Firenze ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per il senegalese Cheik Diaw, accusato dell'omicidio della cittadina americana Ashley Olsen, 35 anni, trovata morta nel gennaio 2016 nel suo appartamento, nel quartiere fiorentino di Santo Spirito. La sentenza è stata emessa nel tardo pomeriggio.

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 La procura generale aveva chiesto l'ergastolo per l'imputato, il senegalese Cheik Diaw, 29 anni, presente in aula e condannato a trent'anni in primo grado. I difensori avevano chiesto l'assoluzione, ribadendo che, secondo la versione del senegalese, la donna, uccisa da traumi alla testa e poi strangolata, era ancora viva quando egli e' uscito dall'appartamento nel quartiere di Santo Spirito. Dopo varie ore in Camera di Consiglio la Corte d'Assise d'Appello ha confermato i 30 anni inflitti in primo grado.  "E' stata fatta giustizia, questo e' il secondo passo". Cosi' l'avvocato Giacomo Vinattieri, legale di parte civile, assieme al collega Michele Capecchi, dei familiari di Ashley Olsen. "E ora? E ora siamo nelle mani di Dio. Cheik  è stato condannato per la seconda volta in modo uguale. Speriamo nella Cassazione". Così, uscendo dal Palazzo di giustizia, il fratello ed alcuni amici di Cheik Diaw hanno commentato la sentenza.
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