La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 20 anni per Riccardo Viti, l'idraulico che il 5 maggio 2014 a Firenze seviziò a morte una donna rumena durante un rapporto sessuale a pagamento.
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La Suprema Corte ha ammesso il ricorso della difesa ma poi ha confermato la condanna, per omicidio volontario sotto il profilo del dolo eventuale, decisa dalla corte di appello di Firenze. La difesa di Viti, avvocati Eraldo e Francesco Stefani, aveva promosso il ricorso dopo la sentenza di appello del 3 novembre 2016 anche sostenendo la riqualificazione del reato in omicidio preterintenzionale o in omicidio colposo. Anche alla luce della Cassazione, adesso Viti, al netto della detenzione già trascorsa, deve ancora scontare circa 16 anni.