Società
Il Giardino della Gherardesca aperto per solidarietà ai bambini di 2 scuole alluvionate di Livorno
Per otto anni i fondi raccolti sono stati donati all’Istituto degli Innocenti, che ha realizzato progetti a favore dei bambini ospitati, e lo scorso anno, a seguito del forte terremoto che ha colpito il centro Italia, il Four Seasons, la società a cui appartiene lo storico giardino e gli edifici tra piazzale Donatello e via Caponi, insieme al Comune di Firenze e all’Istituto degli Innocenti, ha acquistato uno scuolabus per i bambini delle scuole di Cittareale, un paese di 417 abitanti in provincia di Rieti.
Il Giardino della Gherardesca, accoglierà i visitatori dalle ore 10 alle 16 offrendo castagne, cioccolata calda, vin brulé, grigliate di carne e tanto altro. La musica di Radio Toscana in diretta, intratterrà tutti coloro che si vorranno godere una passeggiata, approfittando anche del ricco mercatino di Natale, come occasione per uno shopping natalizio solidale. A far divertire i più piccoli, ci penseranno maghi e giocolieri, la Compagnia di Babbo Natale, i “Bandierai degli Uffizi” e il Light Gospel Choir.
La storia del Giardino: appartenuto a frate Durante Chiermontesi, conteneva ben 3.488 piante esotiche, aranci e limoni. La straordinaria raccolta era però frutto di guadagni illeciti, poiché il frate era deputato alla vendita del sale ed era solito usare uno staio con una doga in meno, facendo pagare una quantità maggiore di quello che rifilava ai consumatori. Una volta scoperta la truffa il frate venne condannato e dopo la sua morte il giardino venne distrutto. Più tardi il giardino divenne pertinenza del palazzo di Bartolomeo Scala. Dalle descrizioni e disegni d'epoca si inferisce che il giardino aveva un impianto classico, con un orto, un vivaio e una ragnaia (cioè un boschetto con reti stese per la cattura dei piccoli volatili), quest'ultima di proprietà dell'Arte della Lana, che la vendette ai della Gherardesca.
Nel Settecento, dopo il termine dei lavori alla villa si iniziò a interessarsi anche allo spazio esterno, eliminando la partitura geometrica all'italiana (ne venne lasciata solo una piccola porzione sul lato verso Borgo Pinti) si procedette a realizzare un giardino all'inglese, con vialetti, cespugli, alberi piantati a gruppi senza schema, una vasca-laghetto, due collinette e tre piccoli edifici decorativi e ricreativi: una Kaffeehaus, un tempietto ionico e un tepidarium.
Dietro la cancellata monumentale del Poggi, tra due corpi di edifici, si apre una graziosa fontana con putto sullo sfondo di una collinetta alberata.
Questo giardino era noto per le rarità botaniche, come i primi mandarini coltivati a Firenze e alcuni alberi pregiati, che ormai secolari, sono ancora visibili: un acero di notevoli dimensioni, una sequoia, una tuya gigante. Splendida è la collezione di azalee.
Durante gli stravolgimenti del periodo di Firenze Capitale, il complesso venne interessato per l'abbattimento delle mura nel 1869 e la creazione dei viali. In quel periodo venne realizzato un ingresso monumentale al giardino sul viale Matteotti, della quale si occupò l'architetto del risanamento Giuseppe Poggi.
Dopo le distruzioni e l'incuria del periodo bellico, il giardino ebbe un magistrale restauro per opera di Pietro Porcinai.
Il palazzo Della Gherardesca con le sue pertinenze appare nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale.
