"Ho fatto una cosa orribile", l'omicida si pente. In discoteca era ubriaco e drogato
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Nell’interrogatorio davanti al giudice sarebbe scoppiato a piangere, pentendosi di quanto accaduto: "Non vorrei aver fatto una cosa così orribile" avrebbe detto Rassoul Bissoultanov, il ventiquattrenne ceceno in carcere in Spagna con l'accusa di aver colpito a morte Niccolò Ciatti. Gli inquirenti stanno verificando se abbia un passato da paramilitare nella guerra civile in Cecenia. Di sicuro quella terribile sequenza di calci e pugni l’aveva provata in palestra, a Strasburgo. Bissoultanov infatti ha partecipato a gare di Mma, le cosiddette arti marziali miste, quelle che consentono l’utilizzo sia di tecniche di percussione (calci, pugni, gomitate e ginocchiate), sia di lotta. Trasferitosi in Francia, dove ha chiesto asilo politico, in passato risulta tesserato all’Academie Europenne di Strasburgo. Mosvar Magamadov e Khabiboul Khabatov, gli altri due giovani ceceni fermati e poi rimessi in libertà perché non ritenuti direttamente responsabili delle percosse che hanno portato alla morte Niccolò, avrebbero ammesso che quella notte Bissoultanov era ubriaco e che aveva assunto droghe.