Spaccio di droga e anabolizzanti, poliziotto ai "domiciliari"
L'assistente capo in servizio alla questura di Grosseto, fiorentino, 47 anni, secondo le indagini coordinate dalla Procura, avrebbe spacciato stupefecenti e anabolizzanti, detenuto armi illegalmente, rivelato a terzi segreti d'ufficio. In un caso avrebbe anche prodotto falso in atto pubblico, accusando un extracomunitario, pur sapendolo innocente, di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Il provvedimento cautelare disposto dalla Procura è stato eseguito dai carabinieri del nucleo investigativo, che hanno indagato assiema alla squadra mobile di Grosseto.
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Agli arresti domiciliari, in esecuzione di una misura di custodia cautelare, un poliziotto in servizio alla questura di Grosseto: i reati ipotizzati, spiega una comunicato della procura del capoluogo che ha coordinato l'inchiesta, sono detenzione a fine di spaccio e cessione di stupefacenti, commercio di farmaci anabolizzanti attraverso canali diversi dalle farmacie, detenzione abusiva di armi, ricettazione, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, rivelazione e utilizzazione del segreto di ufficio. La misura di custodia cautelare e' stata eseguita stamani dai carabinieri del nucleo investigativo, che hanno svolto le indagini, insieme con la squadra mobile di Grosseto. Gli arresti domiciliari, spiega la procura nella nota, sono scattati per l'assistente capo della polizia di Stato Stefano Giglio, 47 anni, fiorentino, in servizio all'ufficio volanti di Grosseto. Le indagini, spiega sempre la procura nella nota, avrebbero consentito di ricostruire come, nel corso del 2016, il poliziotto avrebbe "ricevuto da più persone, tra cui anche extracomunitari, e ceduto "sostanze stupefacenti e in qualche caso anabolizzanti". Accertata inoltre la detenzione illecita di munizionamento nonché "l'indebita rivelazione a terzi di notizie coperte da segreto, di cui l'assistente capo era a conoscenza in ragione del proprio ufficio". In una circostanza sarebbe poi anche emerso che "l'indagato aveva prodotto atti falsi incolpando un cittadino extracomunitario di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, pur sapendolo innocente.