Venticinque anni dalla strage, Firenze non dimentica
Nella notte che 25 anni fa fu squarciata dal boato della bomba di mafia che causò la morte di cinque persone, 48 feriti e danni ingentissimi al patrimonio storico-artistico, il suono delle chiarine sull'Arengario di Palazzo Vecchio, seguito dai rintocchi della campana della torre di Arnolfo, ha dato il via al corteo che, con in testa il Gonfalone della città e il sindaco Dario Nardella, da piazza Signoria ha raggiunto via dei Georgofili.
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E' passato un quarto di secolo, la ferita (sia quella inferta al tessuto urbanistico, sia quella apportata al patrimonio d'arte) è stata rimarginata: Ma resta non risarcibile il lutto per quelle cinque vite spezzate, due (quelle delle piccole Nadia e Caterina Nencioni) appena al loro sbocciare. E' restano aperti ancora tanti interrogativi, sui possibili mandanti occulti di quella che venne subito definita una "strage di mafia", e che in eftti le ricostruzioni giudiaziarie hanno dedfinitivamente riconosciuta come tale. Nella tarda serata, il suono delle chiarine sull'Arengario di Palazzo Vecchio, seguito dai rintocchi della campana della torre di Arnolfo, ha dato il via al corteo che, con in testa il Gonfalone della città e il sindaco Dario Nardella, da piazza Signoria ha raggiunto via dei Georgofili nel 25/mo anniversario dell'attentato che causò la morte di cinque persone, 48 feriti e danni ingentissimi al patrimonio storico-artistico. "Alle 1.04 del 27 maggio 1993 un devastante boato scosse #Firenze. Francesco, Angela, le loro figlie Nadia e Caterina e il giovane Dario vivono nei nostri cuori. #Firenze non dimentica, senza memoria non c'è futuro #Georgofili", ha scritto il sindaco in un tweet. Accanto a Nardella, il ministro per lo Sport Luca Lotti, il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, il vicepresidente della Regione Vittorio Bugli e il presidente dell'Accademia dei Georgofili Pietro Piccarolo. Nel corteo, tra gli altri, il deputato M5S Alfonso Bonafede. Anche Lotti, subito dopo, ha voluto ricordare l'anniversario con un tweet: "27 maggio 1993. Firenze, per non dimenticare. Dopo 25 anni, insieme ai rappresentanti istituzionali e a tanti cittadini si onora la memoria delle vittime innocenti di una violenza ingiustificabile". Davanti alla lapide, alle 1,04, è stata deposta una corona di fiori e sono risuonate le note del silenzio. In piazza un migliaio di persone hanno assistito alla manifestazione e all'esecuzione di alcune parti della Madama Butterfly. In tanti poi hanno voluto vedere il dipinto 'I giocatori di carte' di Bartolomeo Manfredi, esposto nell'auditorium Vasari della Galleria aperta per l'occasione. Mezz'ora prima del corteo alcuni esponenti di Casaggì hanno attaccato uno striscione in via dei Georgofili ('Chi è colluso non pianga') subito rimosso dagli agenti della Digos.