E' in corso dalle prime luci dell'alba un'operazione antimafia condotta dalle questure di Prato e Roma e coordinata dalla procura di Firenze. 33 ordinanze di custodia cautelare in carcere hanno raggiunto altrettanti cittadini cinesi residenti a Prato e Roma dove una banda, guidata da padre e figlio cinesi, riciclava i proventi di traffico di droga, gioco d'azzardo e prostituzione. La copertura era una attività di trasporti esercitata tra l'altro con minacce e pressioni per eliminare la concorrenza.
Erano accusati di aver dissipato il patrimonio della Richard Ginori, storico marchio di porcellane con sede a Sesto Fiorentino (Firenze), attraverso la vendita del complesso immobiliare che ospitava la produzione. Il tribunale del capoluogo toscano ha condannato a 4 anni l'ex amministratore della "Ginori Real Estate" (la societa' che era stata appositamente creata per la gestione immobiliare), e a tre anni gli allora membri del cda, responsabili, secondo l'accusa, dell'operazione che porto' al
dissesto dell'azienda e al successivo fallimento, sopraggiunto nel 2013.
La Polizia di Stato di Pistoia sta eseguendo le misure cautelari nelle province di Pistoia, Prato, Lucca, Pisa, Firenze e Roma emesse dal Gip presso il Tribunale di Pistoia a carico di altrettante persone gravemente indiziate, a vario titolo, di reati quali il procurato ingresso illegale e l'agevolazione della permanenza nel territorio dello Stato di più di 200 cittadini stranieri, in prevalenza provenienti dal Pakistan, corruzione, violazione del segreto d'ufficio, traffico di influenze illecite, riciclaggio, truffa ai danni dello Stato, falso ideologico e materiale, furto, omissione di atti d'ufficio e cessioni di sostanze stupefacenti.
Tra i destinatari delle misure sono presenti anche impiegati pubblici e liberi professionisti.