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Vita in orbita

Capelli svolazzanti: dalle astronaute Nasa alla Cristoforetti, senza gravità si scompiglia il look

Nello spazio le acconciature sono condizionate dall'assenza di peso. Senza trecce o code di cavallo, la chioma prende il volo. Una sfida anche per chi gira i film di fantascienza: spesso l'unica soluzione è intervenire sulla sceneggiatura

Samantha Cristoforetti nella ISS (da Twitter @AstroSamantha)
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I parrucchieri non ci pensano e come tutti lo danno per scontato, ma quando creano le loro acconciature hanno un alleato: la forza di gravità. Senza l'attrazione esercitata dalla Terra sul nostro corpo, i capelli svolazzerebbero in tutte le direzioni stravolgendo il look. Lo hanno sperimentato in prima persona le donne andate nello spazio, che hanno dovuto rassegnarsi a capigliature piuttosto curiose oppure attrezzarsi con code e trecce, che nell'iconografia spaziale del resto sono abbastanza comuni, a partire dalla principessa Leila di Guerre Stellari.

Pettinatura alla Cristoforetti
Ne sa qualcosa anche Samantha Cristoforetti. L'astronauta italiana a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, forse anche per ovviare a questo problema, è volata in orbita con capelli non lunghissimi. Sono comunque lunghi a sufficienza per stare dritti sulla sua testa. Un aspetto che, associato al suo consueto sorriso, ha sicuramente contribuito a darle un tocco di simpatia in più.

Chiome svolazzanti
Ad altre sue colleghe, dalla chioma più lunga, l'assenza di gravità ha creato qualche piccola difficoltà in più. Se nella vita quotidiana nel vecchio Space Shuttle o nella ISS l'opzione più comoda era legarsi i capelli, nelle foto di bordo molte si sono divertite a lasciarli fluttuare. Negli archivi della Nasa ci sono moltissime immagini che le ritraggono con acconciature piuttosto bizzarre.

L'effetto "gravità-zero" al cinema
Quello che in fondo è un banale fenomeno naturale, diventa una vera e propria sfida per il mondo del cinema. Creare l'effetto “gravità-zero” nei capelli di un'attrice all'interno di uno studio cinematografico non è affatto semplice. In molti film si è scelto quindi di pettinare le protagoniste con delle trecce, come per Mary McCormack a bordo della navicella di Deep Impact. L'alternativa, come nel caso di Sandra Bullock in Gravity, è un taglio molto corto.

Dal pettine alla penna degli sceneggiatori
In altri casi, se il pettine e gli effetti speciali non bastano, nel campo della fantascienza il problema si può risolvere con la sceneggiatura. Basta inserire la pettinatura giusta in un contesto cultural-planetario in cui la moda sono i capelli legati. In alternativa, si può spostare la vicenda in un futuro in cui innovazioni tecnologiche consentono di ricreare la gravità all'interno delle navicelle spaziali. In questo modo, le attrici possono tornare a sfoggiare le proprie acconciature “terrestri”. Un bel passo avanti, che probabilmente prima o poi diventerà realtà anche per le astronaute vere e proprie.  

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