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ITALIA

Voto favorevole di tutti i componenti, si astiene consigliere laico della Lega

Csm, Curzio eletto primo presidente della corte di Cassazione

L'esito della votazione è stato dato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che come di consueto si è astenuto dal voto. "Rinnovamento è un'esigenza avvertita da tutti" ha detto il Capo dello Stato. Cassano eletta presidente aggiunto in Cassazione

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Con il voto favorevole di tutti i componenti - ad eccezione del consigliere laico della Lega Stefano Cavanna - il plenum del Csm ha dato il via libera alla nomina di Pietro Curzio a Primo presidente della Cassazione che subentra a Giovanni Mammone.

L'esito della votazione è stato dato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che come di consueto si è astenuto, e che ha espresso apprezzamento per la nomina e "l'eccellente profilo professionale" di Curzio e per l'attività svolta da Mammone. La seduta è terminata.

Cassano eletta presidente aggiunto in Cassazione
A maggioranza, con la sola astensione del consigliere della Lega Stefano Cavanna, Margherita Cassano - presidente della Corte di Appello di Firenze, 64 anni, in magistratura dal 1980 - è stata nominata dal Csm Presidente Aggiunto della Cassazione. E' la prima volta che una donna arriva così il alto nelle funzioni apicali della Suprema Corte e della magistratura italiana. Anche il vicepresidente del plenum David Ermini ha votato per Cassano che sarà la vice del Primo presidente Pietro Curzio

Mattarella: "Rinnovamento è un'esigenza avvertita da tutti"
L'indipendenza e l'autonomia della magistratura sono "irrinunziabili" ha detto il presidente della Repubblica citando le parole di Giovanni Mammone e di Giovanni Salvi che hanno ricordato la terzietà del giudice ed hanno ricordato come si debba interpretare il governo autonomo e non l'autogoverno."Vi è una considerazione di fondo che queste parole esprimono che vorrei far mie - ha sottolineato Mattarella -  l'esercizio sapiente e corretto della discrezionalità amministrativa consente di selezionare tempestivamente, con cura e obiettività, i dirigenti degli uffici giudiziari nelle varie articolazioni che l'ordine giudiziario presenta. Ad essi spetta ruolo di rilievo nel percorso di rinnovamento perché compete loro promuovere moduli organizzativi efficaci attraverso i quali possono dare concretezza a principi di irrinunziabile autonomia e indipendenza della magistratura".

Il nuovo Primo Presidente della Corte di Cassazione Pietro Curzio, "certamente saprà svolgere l'impegnativo incarico con consapevolezza e lungimiranza, e sono certo che saprà anche fornire un apporto significativo anche al Csm e al suo comitato di presidenza contribuendo a promuovere quel rinnovamento nel governo autonomo di cui vi è necessità da tutti avvertita" ha detto il Capo dello Stato concludendo la seduta.

Chi è Pietro Curzio
Nato a Bari 67 anni fa, Curzio, in magistratura dal 1978, con una lunga 'militanza' in Magistratura democratica, è autore di migliaia di sentenze in materia civile, penale e del lavoro, di cui moltissime pubblicate e annotate su riviste scientifiche. Dopo il periodo di tirocinio, tra il settembre 1979 e il giugno 1984 ha prestato servizio alla pretura mandamentale di Ruvo di Puglia, dove si è occupato sia del settore civile che di quello penale e dove ha diretto l'ufficio, ed è stato applicato per più periodi all'ufficio istruzione del tribunale di Trani.

Trasferito poi alla pretura di Bari, ha svolto funzioni di giudice del lavoro, poi tra il luglio 1993 e l'aprile 2000 è stato pm nel capoluogo pugliese, e, dal 1996, assegnato alla Dda, per un lungo periodo coordinatore per la zona di Foggia. Curzio è quindi passato a funzioni di secondo grado, come giudice della sezione lavoro della Corte d'appello barese. Nell'ottobre 2007 è stato trasferito in Cassazione: per oltre un anno è stato assegnato alla seconda sezione penale - sue le sentenze sul clan Mazzarella di Napoli, su cosche calabresi e, fra queste, le pronunce relative all'omicidio di Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria assassinato a Locri nel 2005 - in seguito è passato alla sezione lavoro.

Al 'Palazzaccio' è stato coordinatore della sesta sezione civile, e, dal marzo 2014 nominato componente delle sezioni unite civili. Presidente di sezione dal giugno 2016, è stato presidente titolare della sesta civile, poi, dallo scorso marzo, della sezione lavoro. Quale componente di diritto delle sezioni unite e' stato più volte delegato dal primo presidente alla presidenza del collegio in qualità di facente funzioni. Tutti i pareri formulati nel corso della carriera, si ricorda delibera approvata dal plenum, sottolineano "l'eccezionale professionalità" del magistrato, nonché la sua "straordinaria" preparazione giuridica e attitudine direttiva. Di particolare rilievo giuridico alcune sue sentenze quali quella relativa alle conseguenze sulla prescrizione del reato dell'astensione dalle udienze degli avvocati, che ha portato ad un nuovo orientamento della Corte e quella sulle conseguenze nel nostro ordinamento della sentenza 'Torreggiani' della Cedu in materia di condizioni carcerarie. Per quanto riguarda gli ultimi mesi, in cui ha presieduto la sezione lavoro, nella delibera approvata, si ricordano le "particolari capacità direttive e organizzative" nella fase di emergenza Covid, con le quali ha garantito lo svolgimento di camere di consiglio anche da remoto.
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