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SPORT

Ottavi di finale a Nizza

#Euro2016, brexit Inghilterra l'Islanda va in paradiso (2-1)

Storica e meritata qualificazione della nazionale di Lagerback, che va sotto dopo 4' ma rimonta e sorpassa i 'bianchi' di Hodgson, disastrosi sul piano del gioco e delle occasioni. Ora Bjarnason e compagni trovano i padroni di casa della Francia

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di Gianluca Luceri Brexit inglese anche dagli Europei di Francia: a Nizza figuraccia colossale dei ‘bianchi’ contro l’Islanda, paese di appena 332.000 abitanti (praticamente gli stessi della città di Leicester), che tocca il cielo con dito conquistando, a dispetto di ogni più rosea previsione, una storica e incredibile qualificazione ai quarti di finale (2-1).
Avvio col botto, anzi di più. Il portiere Halldorsson, in uscita bassa, stende ingenuamente Sterling: il rigore c’è tutto, dal dischetto esegue Rooney (4’). Partita in discesa per i ‘Leoni’ di Hodgson? Macchè. L’Islanda infatti non cade in depressione e a sorpresa torna a galla dopo appena centoventi secondi (6’): Ragnar Sigurdsson firma il pareggio capitalizzando una sponda aerea di Arnason. Al 18’, dopo una randellata di Alli che sorvola di un niente la traversa, il mondo si capovolge: grande azione islandese finalizzata da Sigthorsson, che impallina un Hart troppo macchinoso nel tuffarsi e non esente da colpe. Tre reti in venti minuti, match completamente ribaltato e Inghilterra che prova a riordinare le idee, diventate improvvisamente confuse: ci prova Kane in girata su cross di Sturridge, Halldorsson risponde presente (28’). Nazionale di Lagerback organizzata, compatta dietro e veloce nelle ripartenze: all’intervallo, vantaggio meritato.
Ripresa. Islanda vicinissima al tris con R.Sigurdsson, autore dell’1-0, che si produce in una acrobatica (ma centrale) rovesciata da pochi metri che Hart si ritrova, per sua fortuna, nei guanti (56’). Inghilterra lenta e prevedibile: la reazione non c’è, latitano gioco e occasioni. Una delusione totale. E allora è Saevarsson, al 73’, a spaventare ancora i ‘bianchi’ con una conclusione di sinistro alta di poco. Poi è la volta di Gunnarsson (84’): finte e controfinte in area, con tiro finale che Hart riesce a deviare in angolo. Il capolavoro è servito, giocatori e tifosi islandesi in delirio a fine match: il 27 giugno 2016 resterà scolpito nella storia di una nazione che entra di diritto, da oggi, fra le otto squadre più forti d'Europa.   
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