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2017 anno della Divina: 40 anni dalla morte di Maria Callas

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di Fabio Cappelli Un’anticipazione sullo spirito dei tempi ce l’ha già data Alessandro Ferrari, l’ingegnere veneto che ha vinto 100 mila Euro al Rischiatutto rispondendo a domande su Maria Callas: il 2017 sarà l’anno della Divina. Ricorrono infatti i 40 anni dalla scomparsa e già si moltiplicano le iniziative editoriali e discografiche per ricordarla.

Maria Callas morì il 16 settembre 1977 a Parigi, nel suo elegante appartamento in avenue George Mandel. Le sue condizioni fisiche erano da tempo compromesse. Il referto medico indicò l'arresto cardiaco come causa del decesso, smentendo le voci di suicidio. Certamente, la grande cantante combatteva l’insonnia cronica assumendo molti farmaci.
Il cinema parteciperà ovviamente alle rievocazioni. E’ attesa l’uscita del nuovo biopic dedicato a Maria Callas, diretto dalla regista neozelandese Niki Caro  e da lei stessa sceneggiato seguendo il romanzo di Alfonso Signorini “Troppo fiera, troppo fragile”.

Al centro della trama ci sarà la relazione sentimentale che Maria Callas visse con il magnate greco Aristotele Onassis, conosciuto negli anni '50 a Venezia, quando ancora era sposata con Giovanni Battista Meneghini.
La protagonista sarà interpretata da Noomi Rapace, attrice svedese, classe 1979, interprete eccellente di successi come Uomini che odiano le donne o il più recente Child 44. Il bambino numero 44 di Daniel Espinosa.
A distanza di più di mezzo secolo dal periodo d’oro della sua carriera, Maria Callas resta un mito. Basta ricordare l’incredibile successo del cofanetto recentemente pubblicato da Warner Classics  "Maria Callas Remastered: The Complete Studio Recordings": la voce della Callas, dopo la cosmesi applicata negli studi di Abbey Road a Londra (gli stessi dei Beatles) appare più smagliante che mai.

Molte i libri già pubblicati. Tra questi, spicca il ricco e interessante volume "Mille e una Callas", edizioni Quodlibet, curato da Luca Aversano e Jacopo Pellegrini. C’è l’omonimo saggio di Alberto Arbasino e, tra gli altri, un testo di Marco Emanuele sulla Callas icona gay: "Every body is a civil war. Callas sang the war": culto della diva e ricezione queer.
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