CULTURA
Il 19 e il 20 marzo
Fai, tornano le Giornate di Primavera. Novecento visite culturali in tutta Italia
Al via la 24esima edizione. Negli anni passati hanno partecipato oltre 8 milioni e mezzo di persone. Per il secondo anno consecutivo le Giornate chiudono la settimana di raccolta fondi dedicata dalla Rai ai beni culturali in collaborazione con il Fai: "Insieme possiamo cambiare l’Italia. Ricordiamocelo"

Ecco una breve descrizione di alcuni dei luoghi da non perdere, per la lista completa è consultabile il database nel sito del Fai:
ROMA. Ci sarà anche il ministro Franceschini alla visita di sabato all'Istituto storico e di cultura dell'Arma del Genio. Il Museo dell'Ingegneria militare italiana, che raccoglie plastici, modelli, disegni e pubblicazioni provenienti da tutta Italia, fu inaugurato nel1906 dal re Vittorio Emanuele III. Nel 1934 si fuse con l'Istituto di architettura militare e da allora venne chiamato 'Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio' e per il quale fu appositamente progettata ed edificata la sede attuale, i cui lavori cominciati nel 1935 furono completati nel 1940, anno del trasferimento definitivo dell'Istituto. Fra gli oggetti più curiosi ed interessanti sono le autentiche navicelle per aerostati, vere e proprie a ceste di vimini, l'ossatura di un'elica del dirigibile Italia e il monoplano Bleriot XI che volò in Libia nel 1911.
MATERA. Il Castello Tramontano. Dal 1497 Matera passò sotto il controllo politico del conte Giovan Carlo Tramontano, maestro di Zecca al servizio degli Aragonesi, prima a L'Aquila, poi nel 1494 a Napoli. Segno materiale e memoria storica della sua presenza a Matera è il castello, collocato all'esterno della pianta urbana Cinquecentesca. Interessato da un lungo iter di consolidamento e restauro, la delegazione Fai di Matera da anni si è attivata per aprirlo al pubblico in diverse occasioni, in collaborazione con la Soprintendenza per le Belle Arti ed il Paesaggio della Basilicata.
NAPOLI. I sotterranei gotici della Certosa di San Martino (riservato a iscritti Fai). La certosa di San Martino nasconde un luogo di grande suggestione: si tratta dei sotterranei del complesso, i cui eleganti pilastri ed archi ogivali sono tutto ciò che rimane dello stile gotico originario del monumento. lunghi corridoi e slarghi sono stati chiusi per anni, ma l'allestimento della 'Sezione di sculture ed epigrafi' del Museo, ne permette finalmente la visita. Il percorso comprende epigrafi e 150 sculture dal Medioevo al XX secolo.
AOSTA. Area megaliti a di Saint Martin De Corleans. Dal 1969 una scoperta eccezionale per l'archeologia preistorica ha attirato i riflettori sull'area posta accanto all'antica chiesa di Saint Martin de Corléans: scavi per l'edificazione di un palazzo misero in luce una stele antropomorfa, risalente al III millennio a.C.: fu il segnale rivelatore di un vasto giacimento archeologico di circa 10000 metri quadri, indagato sistematicamente, quindi coperto da un edificio di protezione.
MILANO. Padiglione reale della Stazione di Milano Centrale. Progettato nel 1925 su richiesta di Costanzo Ciano, Ministro delle Comunicazioni, per ospitare il Re e la sua famiglia, presenta uno stile classicheggiante sobrio e accuratamente decorato. L'uso di marmi ed essenze lignee di differente provenienza e colore e gli arredi preziosi disegnati dai migliori architetti e designers dell'epoca, tra cui Emilio Lancia e Giò Ponti, rendono il Padiglione un vero gioiello. Oggi è utilizzato per eventi e mostre.
MODENA. Villa Alessandrini. Lungo la strada Nazionale del Canaletto verso Modena, in località Staggia, sono situate numerose ville tra le quali si distingue la Villa Alessandrini. Risalente probabilmente al XVII secolo, lo stile edilizio sobrio ed elegante si riferisce ad un archetipo castellano proveniente dall'influenza dell'architettura estense, caratterizzato da elementi turriti che nel tempo hanno perso la funzione difensiva per acquisirne una sempre più simbolica o di servizio all'attività agricola. La pianta della villa è organizzata sullo schema tipico 'sala-androne' dove un cannocchiale prospettico collega visivamente l'interno dell'edificio alla campagna circostante.
PESCARA. Centro visita del lupo, riserva di Monte Rotondo - Popoli. Nato negli anni '80 come banca genetica del lupo appenninico, allora in forte pericolo di estinzione, il Centro visita del lupo è una struttura di proprietà del Corpo forestale dello Stato situata sopra l'abitato di Popoli, all'interno della ex azienda pilota di Monte Corvo (attuale Ufficio Territoriale per la Biodiversità). Il centro gestisce recinti faunistici dove sono presenti lupi, mufloni, cervi, caprioli, cinghiali e daini oltre che rapaci ospitati nelle voliere didattiche.