CULTURA
Milano
La Scala riapre tra gli applausi con Chailly e chiede più pubblico

Il sovrintendente Dominique Meyer "molto felice per la riapertura" che arriva dopo circa 7 mesi, l'ultimo concerto è del 22 ottobre, ne ha approfittato per chiedere di poter avere più pubblico in sala. "E' chiaro che realtà come queste, con un numero di spettatori significativi, possono permettersi anche di organizzare spettacoli come l'opera, che sono più complessi e costosi" ha osservato il sindaco Giuseppe Sala, che ha assistito alla serata "di rinascita", come l'ha definita, dal palco Reale insieme al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. E' proprio alla Regione, in accordo con il governo che spetta la decisione sulla capienza dei teatri, ai tempi del covid. "L'auspicio - ha detto il governatore - è che si riesca a trovare una strada attraverso la quale, pur nel rispetto della sicurezza, si possa ampliare" il pubblico all'interno del Teatro. Dunque, "non è detto" che per adesso non sia possibile rivedere il numero delle presenze: "Noi ci incontriamo costantemente con il Cts, il governo, e chiederemo se è possibile, se le condizioni ci sono, di poter ampliare anche questo numero".
In sala per questa ripartenza c'era anche una fedelissima del Piermarini, la senatrice a vita Liliana Segre, che era presente anche alla serata molto speciale dell'11 maggio 1946 quando il concerto di Arturo Toscanini segnò la rinascita della Scala ricostruita dopo i bombardamenti. "Non so se" questo sia un segno di ripresa, ha osservato, "ma lo deve essere, di rinascita, un segnale malto forte per questa Milano deserta". I 'festeggiamenti' per la riapertura al pubblico continuano domani, quando si terrà il concerto di Riccardo Muti con i Wiener Philharmoniker nell'ultima tappa della loro mini tournée italiana. Ma prima un altro evento, in mattinata, nel foyer del teatro, dove sarà svelata la targa dedicata al sindaco della Liberazione Antonio Greppi.