CULTURA
Le radici di una cultura
La notte del liceo classico
Crescente successo dell'iniziativa, giunta ieri alla terza edizione

L'idea, sorta per contrastare il luogo comune che vede nel latino e greco inutili "lingue morte", nasce tre anni fa per iniziativa del professor Rocco Schembra, docente in un liceo di Acireale (Ct). Da allora ha conquistato un numero crescente di adesioni. A conferma del rinnovato interesse per una delle radici imprescindibili della nostra cultura, sono oggi diventati best seller due saggi che pongono l'accento su questo tema: "La lingua geniale, nove ragioni per amare il greco" (Laterza) di Andrea Marcolongo, e "Viva il latino. Storia e bellezza di una lingua inutile" (Garzanti) di Nicola Gardini. Alla vigilia, era giunto il sostegno del ministro Fedeli.
Fedeli: scoprire i classici, quanto di più bello al mondo
"Come ha detto Italo Calvino, 'non si creda che i classici vanno letti perché "servono" a qualcosa. La sola ragione che si può addurre è che leggere i classici è meglio che non leggere i classici'." Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, nel suo messaggio di saluto agli studenti. "Perché scoprire o riscoprire i testi classici - ha affermato il ministro - con lo stupore e la meraviglia che solo la conoscenza può suscitare, è quanto ci sia di più bello al mondo. Anche per questo, ringrazio voi e tutta la comunità scolastica. Care ragazze e cari ragazzi, desidero rivolgere a voi, alle dirigenti e ai dirigenti, alle insegnanti e agli insegnanti, il mio saluto per questa bellissima iniziativa organizzata a favore del liceo classico, che coinvolge oltre 300 istituti in tutto il territorio nazionale". L'adesione a "'La Notte Nazionale del Liceo Classico' - aggiunge Fedeli - è cresciuta in questi tre anni in modo significativo, grazie soprattutto all'entusiasmo di chi intende la scuola come spazio aperto a tutte e tutti, dove pensare e costruire il futuro e dove condividere sentimenti e passioni, anche mettendo a frutto la lezione che proviene dai classici".