CULTURA
Lo scrittore aveva 67 anni
Addio a Henning Mankell, il maestro del giallo scandinavo
E' l'autore svedese più tradotto nel mondo dopo Stieg Larsson: più di quaranta lingue per oltre quaranta milioni di copie. Inventò la saga dell'ispettore Wallander
E' morto a 67 anni lo scrittore svedese Henning Mankell, autore della popolare saga poliziesca del commissario Kurt Wallander.
Mankell, mancato stanotte nell'ospedale di Göteborg dove era ricoverato, era malato da tempo di cancro. Lo ha comunicato in una nota la casa editrice Leopard, che Mankell aveva costituito nel 2001 insieme all'amico Dan Israel e con cui da allora aveva pubblicato tutti i suoi libri.
Lo scrittore svedese aveva rivelato il 29 gennaio 2014 sul suo sito ufficiale che gli era stato diagnosticato un tumore alla nuca ed al polmone sinistro. Dopo la diagnosi, che aveva descritto come "una discesa agli inferi", Mankell aveva deciso di raccontare l'andamento della sua malattia sul quotidiano svedese Göteborgs-Posten e nel suo ultimo libro, 'Sabbie mobili - L'arte di sopravvivere' (Marsilio) in cui intervalla ricordi a pensieri sulla morte, la paura, la speranza, le credenze e sulla vita.
Nato a Stoccolma il 3 febbraio 1948, Mankell è l'autore svedese più tradotto nel mondo dopo Stieg Larsson: più di quaranta lingue per oltre quaranta milioni di copie. Ha esordito come autore teatrale a 20 anni presso il Riksteatern di Stoccolma, collaborando con diversi teatri svedesi. Mankell ha scritto, oltre alla serie dedicata a Wallander, una ventina di romanzi, una dozzina di libri per bambini ed è stato un drammaturgo rispettato nel suo paese. In Italia le sue opere sono pubblicate da Marsilio, Fabbri, Rizzoli e Mondadori.
Il successo dei romanzi dell'ispettore Wallander ha portato a numerose serie televisive, non solo svedesi, tra cui una Bbc interpretata da Kenneth Branagh.
Questi i titoli italiani di Wallander: "Assassino senza volto", "I cani di Riga", "La leonessa bianca", "L'uomo che sorrideva", "La falsa pista", "La quinta donna", "Delitto di mezza estate", "Muro di fuoco", "Piramide", "Prima del gelo", "L'uomo inquieto" e "La mano". Il poliziotto inventato da Mankell non è un uomo felice, talvolta eccede un po' nel bere e ha un'esistenza problematica che il suo impegnativo e spesso sgradevole lavoro non gli facilita, anzi gli complica, usurandolo umanamente. Senza contare l'insofferenza per ogni ufficialità e dovere burocratico come per le moderne esigenze di marketing che ormai arrivano a condizionare pure chi fa il mestiere di detective, facendone un uomo non molto amato dai superiori. E questo nonostante i suoi risultati sul campo. Il suo anticonformismo e l'avere un'idea particolare e politicizzata del lavoro hanno come ambientazione Ystad, cittadina della Scania, nel profondo sud della Svezia, terra che Mankell considera una sorta di "Texas del mar Baltico", dove la natura già comunica un senso di inquietudine.
Nel 1985 ha fondato il teatro Avenida a Maputo in Mozambico, dove trascorreva buona parte del suo tempo. Ha fondato la casa editrice Leopard proprio per sostenere giovani talenti africani e svedesi. Filantropo, ha fatto donazioni imponenti a organizzazioni benefiche tra cui un versamenti di 15 milioni di corone svedesi (circa un milione 500mila euro) all'ente SOS Villaggi dei bambini per sostenere un villaggio in Mozambico.
Nel 1998 ha sposato Eva Bergman, figlia del leggendario regista svedese Ingmar Bergman. Il 2 giugno 2008 gli è stata conferita la Laurea honoris causa dalla Saint Andrews University in Scozia.
Storico attivista di sinistra, ha partecipato alle proteste del '68 contro la guerra del Vietnam, la guerra coloniale portoghese e il regime del'apartheid in Sudafrica. Esponente pro-Palestina, era a bordo della Freedom Flotilla quando il 31 maggio 2010 fu abbordata dalla Marina militare israeliana: rimase illeso negli scontri che seguirono, che provocarono 9 morti, e al ritorno in Svezia chiese sanzioni internazionali per Israele.
Mankell, mancato stanotte nell'ospedale di Göteborg dove era ricoverato, era malato da tempo di cancro. Lo ha comunicato in una nota la casa editrice Leopard, che Mankell aveva costituito nel 2001 insieme all'amico Dan Israel e con cui da allora aveva pubblicato tutti i suoi libri.
Lo scrittore svedese aveva rivelato il 29 gennaio 2014 sul suo sito ufficiale che gli era stato diagnosticato un tumore alla nuca ed al polmone sinistro. Dopo la diagnosi, che aveva descritto come "una discesa agli inferi", Mankell aveva deciso di raccontare l'andamento della sua malattia sul quotidiano svedese Göteborgs-Posten e nel suo ultimo libro, 'Sabbie mobili - L'arte di sopravvivere' (Marsilio) in cui intervalla ricordi a pensieri sulla morte, la paura, la speranza, le credenze e sulla vita.
Nato a Stoccolma il 3 febbraio 1948, Mankell è l'autore svedese più tradotto nel mondo dopo Stieg Larsson: più di quaranta lingue per oltre quaranta milioni di copie. Ha esordito come autore teatrale a 20 anni presso il Riksteatern di Stoccolma, collaborando con diversi teatri svedesi. Mankell ha scritto, oltre alla serie dedicata a Wallander, una ventina di romanzi, una dozzina di libri per bambini ed è stato un drammaturgo rispettato nel suo paese. In Italia le sue opere sono pubblicate da Marsilio, Fabbri, Rizzoli e Mondadori.
Il successo dei romanzi dell'ispettore Wallander ha portato a numerose serie televisive, non solo svedesi, tra cui una Bbc interpretata da Kenneth Branagh.
Questi i titoli italiani di Wallander: "Assassino senza volto", "I cani di Riga", "La leonessa bianca", "L'uomo che sorrideva", "La falsa pista", "La quinta donna", "Delitto di mezza estate", "Muro di fuoco", "Piramide", "Prima del gelo", "L'uomo inquieto" e "La mano". Il poliziotto inventato da Mankell non è un uomo felice, talvolta eccede un po' nel bere e ha un'esistenza problematica che il suo impegnativo e spesso sgradevole lavoro non gli facilita, anzi gli complica, usurandolo umanamente. Senza contare l'insofferenza per ogni ufficialità e dovere burocratico come per le moderne esigenze di marketing che ormai arrivano a condizionare pure chi fa il mestiere di detective, facendone un uomo non molto amato dai superiori. E questo nonostante i suoi risultati sul campo. Il suo anticonformismo e l'avere un'idea particolare e politicizzata del lavoro hanno come ambientazione Ystad, cittadina della Scania, nel profondo sud della Svezia, terra che Mankell considera una sorta di "Texas del mar Baltico", dove la natura già comunica un senso di inquietudine.
Nel 1985 ha fondato il teatro Avenida a Maputo in Mozambico, dove trascorreva buona parte del suo tempo. Ha fondato la casa editrice Leopard proprio per sostenere giovani talenti africani e svedesi. Filantropo, ha fatto donazioni imponenti a organizzazioni benefiche tra cui un versamenti di 15 milioni di corone svedesi (circa un milione 500mila euro) all'ente SOS Villaggi dei bambini per sostenere un villaggio in Mozambico.
Nel 1998 ha sposato Eva Bergman, figlia del leggendario regista svedese Ingmar Bergman. Il 2 giugno 2008 gli è stata conferita la Laurea honoris causa dalla Saint Andrews University in Scozia.
Storico attivista di sinistra, ha partecipato alle proteste del '68 contro la guerra del Vietnam, la guerra coloniale portoghese e il regime del'apartheid in Sudafrica. Esponente pro-Palestina, era a bordo della Freedom Flotilla quando il 31 maggio 2010 fu abbordata dalla Marina militare israeliana: rimase illeso negli scontri che seguirono, che provocarono 9 morti, e al ritorno in Svezia chiese sanzioni internazionali per Israele.
