MONDO
Il caso
Scarlett Johansson, una testimonial controversa
L'attrice è diventata testimonial di una società israeliana che produce in Cisgiordania, ma dal 2005 è ambasciatrice di una famosa ong contraria all'occupazione di quei territori da parte degli israeliani. La Johansson respinge le critiche: "Sono una sostenitrice della cooperazione economica e dell’interazione tra un Israele democratico e la Palestina"

Il contratto con la SodaStream
Il produttore di bevande israeliano ha recentemente messo sotto contratto la stella di Her come prima "global brand ambassador". Scarlett apparirà in uno spot televisivo durante il Super Bowl del 2 febbraio.
Le critiche della Oxfam
La Oxfam International, una nota federazione di 17 associazioni umanitarie non governative dichiaratamente a favore della causa palestinese, ha contestato la Johansson poiché il movimento umanitario si oppone a "tutti i tipi di commercio" degli insediamenti israeliani, sostenendo che sono illegali e negano i diritti dei palestinesi. La Johansson è ambasciatrice globale proprio dell'Oxfam dal 2005, e si è impegnata in campagne di raccolta fondi e di sensibilizzazione sulla povertà globale. Gruppi di attivisti hanno chiesto a Oxfam di interrompere la collaborazione con lei.
La risposta di Scarlett
"Resto una sostenitrice della cooperazione economica e dell'interazione sociale tra un Israele democratico e la Palestina - ha risposto l'attrice - SodaStream è una società che si impegna non solo per l'ambiente ma anche per la costruzione di un ponte di pace tra Israele e Palestina, sostenendo i vicini che lavorano fianco a fianco e che ottengono la stessa retribuzione, uguali benefit e pari diritti. Questo è ciò che accade nella loro fabbrica di birra Ma'ale Adumim ogni giorno lavorativo".