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MONDO

Il conflitto

L'attacco ai curdi in Siria: morto il primo soldato turco, migliaia di civili in fuga

Unione europea verso l'imposizione di sanzioni, ma Erdogan avverte: "Se mi ostacolate vi spedisco i rifugiati siriani". Proposta di sanzioni alla Turchia pronta al Congresso Usa. E' della repubblicana Cheney, sostenuta da oltre 20 repubblicani

Ras al Ayn, Siria (AP Photo)
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Sono più di 70 mila gli sfollati tra la  popolazione civile del nord della Siria dall'inizio dell'offensiva turca, scattata mercoledì scorso. Lo hanno denunciato gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani.    Ieri l'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, parlava  di decine di migliaia di civili in fuga dai combattimenti innescati  dall' 'Operazione fonte di pace'.

L'esercito turco ha preso intanto il controllo di un ckeck point all'ingresso della località Ras al-Ain, nel Nord della Siria, sul confine con la Turchia. Lo riporta Al Jazeera. La postazione militare era controllata dalle Forze democratiche siriane. Ankara ha annunciato inoltre che un primo soldato è stato ucciso combattendo contro la milizia curda delle Unità di protezione popolare (Ypg). "Il nostro fratello è caduto martire il 10 ottobre in uno scontro contro i terroristi dell'Ypg nell'area dell'Operazione Source of Peace", ha dichiarato il ministero della Difesa turco.

Francia: sanzioni alla Turchia saranno discusse al Consiglio Ue
"La possibilità di imporre sanzioni alla Turchia è sul tavolo e l'Ue ne discuterà al Consiglio europeo della settimana prossima": lo ha detto stamattina, ai microfoni di France Inter, la viceministra per gli Affari europei francese, Amelie de Montchalin.

La de Montchalin ha aggiunto che "non si può rimanere impotenti di fronte a una situazione scioccante per i civili,per le forze siriane per 5 anni al fianco della coalizione anti-Isis, ma soprattutto per la stabilità della regione".

Trump: "Abbiamo vinto e siamo tornati a casa"
"Non abbiamo più soldati lì perché  abbiamo vinto e siamo andati via, abbiamo riportato la vittoria negli  Stati Uniti". Così Donald Trump in un comizio a Minneapolis ha difeso ancora la sua decisione di ritirare i militari americani dal nord  della Siria, mossa criticata anche da molti repubblicani perché  considerato un tradimento degli alleati curdi. "La Turchia ora sta conducendo una dura campagna contro i curdi - ha  detto poi Trump - noi andiamo d'accordo con i curdi, li abbiamo  aiutati e non dimenticate che stanno combattendo per la loro terra". Attaccando poi chi lo critica per il ritiro, ha aggiunto: "dovevamo  rimanere in Siria per 30 giorni, ed ora siamo stati lì per 10 anni -  ha detto - dovevamo rimare in Afghanistan per un breve tempo, e siamo lì da quasi 19 anni"."E' il momento di riportarli a casa, abbiamo fatto il nostro lavoro", ha concluso.

L'offesiva Turchia non ha superato ancora la linea rossa di Trump
La Turchia finora è rimasta all'interno della linea rossa dal presidente Usa Donald Trump. Trump ha richiesto un'offensiva "umana". Secondo quanto riferiscono funzionari Usa, l'azione oltre l' avvertimento è la "pulizia etnica ... Attacchi aerei o altri attacchi contro le popolazioni civili". "Questo è ciò che stiamo vedendo in questo momento. Non abbiamo visto esempi significativi di questo finora, ma è molto presto", ha detto ai giornalisti un funzionario a condizione di anonimato.

Proposta sanzioni a Turchia pronta al Congresso
La deputata repubblicana al Congresso Usa, Liz Cheney, è pronta a presentare nei prossimi giorni una legge che impone sanzioni alla Turchia per l'attacco alle milizie curde. La figlia dell'ex vicepresidente Dick Cheney, nonostante sia una delle più strette alleate di Donald Trump, si è unita al coro delle critiche contro il presidente per aver abbandonato gli alleati curdi. Oltre 20 deputati repubblicani avrebbero già espresso sostegno alla sua proposta.Tra questi il leader della minoranza repubblicana alla Camera Kevin McCarthy.

Erdogan avverte l'Ue: "Se ci ostacolate, vi spediamo i rifugiati siriani"
Se l'Ue ci accuserà di "occupazione" della Siria e ostacolerà la nostra "operazione" militare, "apriremo le porte a 3,6 milioni di rifugiati e li manderemo da voi". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando ai leader provinciali del suo partito, Akp (Partito della giustizia e dello sviluppo). A meno di 24 ore dall'inizio dell'operazione militare "Fonte di pace" nel nord-est della Siria, "109 terroristi sono stati uccisi" dai raid della Turchia, ha detto il presidente turco.

La Turchia ha affermato in una lettera al Consiglio di Sicurezza Onu che la sua operazione militare sarebbe "proporzionata, misurata e responsabile". "L'operazione prenderà di mira solo terroristi e i loro nascondigli, rifugi, armi ed equipaggiamenti", si legge ancora nel documento, di cui l'Ansa ha avuto visione, precisando che vengono "adottate tutte le precauzioni per evitare danni collaterali alla popolazione civile". Nella lettera inviata da Ankara al Consiglio di Sicurezza Onu, si afferma che "i negoziati con gli Usa su una zona di sicurezza rimangono inconcludenti".

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