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CULTURA

Da oggi fino al 12 settembre

Al via il Festival di letteratura di Mantova, la seconda edizione dalla pandemia

Ospiti internazionali in presenza e in collegamento

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Una venticinquesima edizione all'insegna di un diverso modo di pensare gli incontri, partendo dai luoghi, dalla città e dalla presenza del pubblico, ma anche con nuove possibilità legate al digitale. Il Festival della Letteratura torna a Mantova nella sua seconda edizione al tempo della pandemia, con un programma che è stato immaginato anche alla luce delle esperienze fatte lo scorso anno.

A introdurci alla nuova edizione Marzia Corraini, storica figura del comitato organizzatore del festival. Ancor più che nel 2020,il Festival vuole tornare a coltivare una relazione diretta tra gli scrittori ospiti e il pubblico, tradizionalmente abituato a incontri di persona con gli autori, incontri che sono alla base della dinamica relazionale dell'evento, che poi nel corso degli anni ha fatto da modello a molti altri festival. E questa relazione diretta, assicurano, resta, anche in caso di incontri mediati dalla tecnologia.

"Dico incontro diretto delle persone - ha aggiunto l'organizzatrice - e anche quando ci saranno incontri con degli interlocutori che sono qui e uno scrittore straniero è che collegato, Alice Walker, per esempio, perché tutto viene fatto esattamente in contemporanea". Tra gli scrittori internazionali che sono fisicamente a Mantova c'è anche l'islandese di grande talento Jon Kalman Stefansson, una delle voci europee più interessanti della scena contemporanea, così come ci sarà l'americana Rebecca Solnit, leggendaria voce di dissenso e cultura. In streaming invece interverrà anche la britannica Bernardine Evaristo, una delle autrici più interessanti emerse negli ultimi mesi a livello globale.

E se la crisi della pandemia sembra avere tolto diverse cose al festival, allo stesso modo ne ha anche portate, sotto forma di nuove idee e di una nuova prospettiva per guardare al mondo e al proprio mondo. Con una particolare attenzione, per esempio, ai vari mezzi che vengono utilizzati per raccontare gli incontri, ovviamente con la proiezioni digitali, ma anche con la radio, mai come oggi strumento prezioso e rivalutato.
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