CULTURA
Dagli eventi del 2001 alla lunga detenzione di Zaki
A teatro "My name is Patrick Zaki", la storia del giovane ricercatore egiziano
Lo spettacolo vincitore del premio #cittàlaboratorio delle Orestiadi in scena a Tindari e Venezia

Il monologo racconta un novello Prometeo spaesato e perduto tra gli eventi storici seguiti all’11 settembre 2001, dopo l’attentato alle Torri Gemelle, e che, nella visione dell’autore, sono la causa di quanto accade oggi in tutto il Medio Oriente. Lo spettacolo racconta la vicenda, rivisitandola, che sconvolge la vita del giovane ricercatore egiziano Patrick Zaki, rinchiuso nel carcere di Tora ormai dal 7 febbraio 2020 e la cui detenzione è stata ulteriormente rinnovata qualche giorno fa nel corso dell’ennesima udienza senza alcuna garanzia processuale e di difesa. La storia di Zaki è la storia di tutti gli oppressi, di tutti coloro i quali affermano la libertà e che percorrono la strada dell’evoluzione del pensiero civile.
“L’opera è il frutto di una contaminazione di una mescolanza di stili. È stata scritta in quattro lingue: italiano, spagnolo, francese e inglese " dice l'autore.In scena, anche dei contributi video che documentano quanto accaduto a New York, a Nizza, a Strasburgo, in Libia ed ampi riferimenti alla vicenda di Giulio Regeni. Le pitture di Bezinski e le proiezioni delle pitture di Basquiat, sulle note di Mahler e di Anastasio, accompagnano il testo recitato e i silenzi.
“In quanto avvocato e attore, sento il dovere di investigare l’umano nelle sue sfaccettature, senza necessariamente fare una distinzione tra buoni e cattivi, considerato che in ognuno di noi c’è sia l’uno aspetto sia l’altro. Spero, inoltre, che questa rappresentazione possa contribuire a convincere le autorità politiche ad intervenire per ottenere infine la libertà di Patrick” afferma Alessandro Lenzi.