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William: era un raggio di sole in un mondo grigio
Principessa, icona di stile, madre: 20 anni fa ci lasciava Lady Diana
Nella notte tra il 30 e 31 agosto del 1997 il tragico incidente a Parigi dove Diana Spencer e il compagno Dodi Al-Fayed persero la vita. La notizia fece il giro del mondo. La Principessa del popolo lasciò un segno profondo: per gli inglesi resterà la figura reale più amata, insieme alla Regina Elisabetta

Lo sfogo di Harry e William in un documentario
"Credo che la cosa più difficile con cui fare i conti sia che i paparazzi che l'avevano inseguita nel tunnel siano gli stessi che scattavano foto mentre mia madre moriva. Io e William lo sappiamo, ci è stato riferito molte volte". Sono le parole del principe Harry in uno sfogo alla BBC, che viene proposto all'interno di un documentario confezionato in occasione del ventennale della morte di Diana. "Mia madre aveva ferite molto gravi alla testa, ma era ancora viva – prosegue Harry – e queste persone che avevano causato l’incidente, invece di aiutarla, scattavano fotografie mentre lei moriva". William rivela invece di non aver lì per lì compreso "come mai le tante persone accorse piangessero e esprimessero emozioni così forti nonostante non conoscessero nemmeno" la mamma. Una domanda cui ha trovato una risposta con gli anni, quando "ho capito tutto quello che è riuscita a dare alla gente. Era un raggio di sole in un mondo grigio".
L'intervista che fece tremare la monarchia
A 20 anni dalla morte, le confessioni della Principessa Diana non fanno più tanto scalpore. Ma nel 1995, esattamente il 20 novembre - quando ne parlò alla Bbc - esplose una sorta di bomba mediatica che scosse profondamente la famiglia Reale. Lady Diana infatti aveva osato infierire un colpo durissimo a tradizioni millenarie secondo cui una principessa non dovrebbe mai lavare in pubblico i panni sporchi di famiglia. Le parole che più scossero la Regina Elisabetta, gli altri familiari e i sudditi furono quelle sul rapporto tra Carlo e Camilla. "Eravamo in tre in questo matrimonio, un po’ troppo affollato" rivelò con il capo chino e gli occhi da cerbiatta triste, a Martin Bashir. "Mi piacerebbe essere considerata la regina del popolo… ma non mi vedo regina di questo paese. Non credo che siano in molti a volermi regina".
Il matrimonio
Il matrimonio si svolse mercoledì 29 luglio 1981 nella Cattedrale di San Paolo a Londra, scelta perché offriva più posti a sedere rispetto all'Abbazia di Westminster, tradizionalmente usata per i matrimoni reali. Alla cerimonia parteciparono infatti oltre 2.000 invitati tra cui esponenti delle famiglie reali straniere e numerosi politici e diplomatici. Le nozze, ribattezzate "da favola", furono trasmesse in mondovisione e seguite da oltre 750 milioni di persone, mentre furono 600 mila quelle che inondarono le strade di Londra per vedere la sposa nel percorso che l'avrebbe portata alla cattedrale. Lady Diana indossava un abito in taffetà e seta color avorio, adornato da pizzi antichi e con uno strascico lungo ben sette metri. All'altare, la giovane invertì per errore i primi due nomi di Carlo, pronunciando "Filippo Carlo" invece che "Carlo Filippo", e non espresse voto di obbedienza al marito, una scelta voluta da entrambi. Il principe e la nuova principessa di Galles trascorsero parte della loro luna di miele nella villa di proprietà della famiglia Mountbatten, situata a Broadlands, nell'Hampshire, prima di volare a Gibilterra e imbarcarsi sul panfilo reale Britannia per una crociera attraverso il mediterraneo. Visitarono l'Egitto, la Tunisia, la Sardegna e la Grecia e terminarono il viaggio di nozze con un soggiorno nella tenuta di Balmoral, insieme al resto della Famiglia Reale, prima di trasferirsi definitivamente nel loro appartamento di Kensington Palace e nella proprietà di Carlo vicino Tetbury, Highgrove.
Vent'anni fa il divorzio del secolo
Si erano sposati il 29 luglio 1981, ma la fiaba di Diana Spencer e del Principe Carlo d’Inghilterra, erede al trono più blasonato del mondo, durerà solo pochi anni e, il 28 agosto 1996, dopo molti scandali, divorzieranno tra reciproche accuse e malcelati tradimenti. A scrivere definitivamente la parola fine sulla relazione più mediatica della monarchia britannica, a un anno dal divorzio, è il drammatico incidente d’auto dell’agosto 1997, in cui Lady D perde la vita accanto al compagno dell’epoca, Dodi Al Fayed.
I figli: William e Harry
Il 21 giugno 1982, in un'ala riservata del St Mary's Hospital, nel quartiere di Paddington, a Londra, Diana diede alla luce l'eredeal trono, William Arthur Philip Louis, con l'assistenza del dottor Pinker. Il bambino, battezzato nella sala da musica di Buckingham Palace il 4 agosto, fu il primo erede a nascere in un ospedale pubblico anziché a palazzo, com'era tradizione e come anche la Famiglia Reale pretendeva, ma Diana fu irremovibile al riguardo. Nel marzo 1983, nonostante il palazzo l'avesse nuovamente sconsigliata, la principessa decise di portare con sé il piccolo William, di appena 9 mesi, durante il tour ufficiale dell'Australia e della Nuova Zelanda. Una decisione suggeritale, come lei stessa ammise, dal primo ministro australiano Malcolm Fraser, che riscontrò però l'approvazione del pubblico. Il secondo figlio, Harry Charles Albert David, nacque due anni dopo William, il 15 settembre 1984. La principessa rivelò che durante la seconda gravidanza lei e Carlo erano molto uniti. Diana sapeva di aspettare un maschio sin dall'ecografia, ma non ne parlò con nessuno, nemmeno con il marito, che sperava invece in una bambina.
Doveri Reali
Dopo il matrimonio con il principe di Galles, Diana venne ben presto assorbita dalla moltitudine di doveri ufficiali che, come principessa, era costretta a soddisfare per conto della Famiglia Reale. Il suo primo viaggio con Carlo fu una visita in Galles di tre giorni nell'ottobre 1981, dove tenne il suo primo discorso in pubblico, in parte pronunciato in gallese. Nel 1982, Diana accompagnò il marito nei Paesi Bassi, e l'anno successivo in Australia e Nuova Zelanda, insieme al piccolo William, dove incontrarono le popolazioni native dell'isola, i Māori, che resero omaggio alla coppia con una tradizionale gita in barca e doni che rappresentavano la loro civiltà. Dal giugno al luglio 1983, il principe e la principessa presero parte ad una visita ufficiale in Canada per l'apertura dei World Universities Games, e per celebrare il 400º anniversario della conquista di Terranova da parte di Humphrey Gilbert.La principessa Diana con il marito Carlo e il presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini nel 1985. Nell'aprile 1985 i principi di Galles visitarono l'Italia con i due figli, il principe William e il principe Harry, e incontrarono l'allora presidente Sandro Pertini.
Nel novembre 1985, Diana fece il suo primo viaggio inaugurale oltreoceano per raggiungere gli Stati Uniti. Il 9 novembre, durante il tour, lei e il marito incontrarono il 40º presidente Ronald Reagan e la moglie, la first lady Nancy, alla Casa Bianca. Durante la festa organizzata per l'occasione, Diana ballò con John Travolta indossando un sensualissimo abito di velluto blu notte, da allora conosciuto come “Travolta dress”, venduto all'asta nel 2011 per oltre 500.000 dollari.
Nel 1986, Diana e il principe di Galles si imbarcarono per un viaggio attraverso il Giappone, l'Indonesia, la Spagna e il Canada. Nel febbraio 1987, il principe e la principessa di Galles visitarono il Portogallo. Nel 1988, i principi di Galles si recarono nuovamente in Australia per le celebrazioni del bicentenario. L'anno successivo visitarono il Golfo Persico, dove incontrarono i cittadini britannici, fecero visita alle sedi della British Scots School sparse per la regione e si unirono ai membri di altre famiglie reali per cene di stato e picnic nel deserto. Nel marzo 1990, Diana accompagnò il principe di Galles nel tour della Nigeria e del Camerun. Nel maggio dello stesso anno, Carlo e Diana si recarono in visita ufficiale in Ungheria. Il primo viaggio ufficiale oltremare della principessa, senza la compagnia del marito, avvenne nel settembre 1982, quando rappresentò la suocera al funerale di stato della principessa Grace di Monaco, deceduta in seguito ad un incidente stradale. ll suo primo tour ufficiale, invece, ci fu nel febbraio 1984, quando raggiunse la Norvegia per partecipare ad una performance del London City Ballet, del quale era madrina. Nel novembre 1995, la principessa intraprese un viaggio di quattro giorni per l'Argentina e incontrò a pranzo il presidente Carlos Menem e sua figlia, Zulemita. Diana visitò molti altri paesi, tra cui la Svizzera, il Belgio, il Sud Africa, lo Zimbabwe e il Nepal.
Impegno sociale
Fu un'instancabile operatrice benefica, visitando malati in tutto il mondo, appoggiando campagne per la difesa degli animali, sulla prevenzione dall'Aids e contro l'uso di armi contro l'umanità. Ricoprì il ruolo di madrina e portavoce per numerose associazioni benefiche che lavoravano con i senza tetto, i giovani, i tossicodipendenti e gli anziani, nonché presidente, dal 1989, del Great Ormond Street Hospital for Children di Londra. Dal 1991 al 1996 fu rappresentante di Headway, un'associazione per il supporto alle vittime di danni cerebrali, oltre che madrina del Museo di storia naturale di Londra e presidente della Royal Academy of Music. Nel febbraio 1992, la principessa visitò l'ospizio per i malati e i morenti di Madre Teresa a Calcutta, in India, e si intrattenne con ognuno dei 50 pazienti prossimi alla morte. Qualche tempo dopo, prima a Roma e poi a Londra, Diana incontrò nuovamente Madre Teresa e le due instaurarono un forte legame personale: la piccola suora divenne la guida spirituale della principessa.
Vita privata dopo il divorzio
Dopo il divorzio, Diana mantenne il suo appartamento nel lato nord di Kensington Palace, dove aveva vissuto con il principe di Galles sin dal primo anno di matrimonio, e che rimase sua dimora fino alla tragica scomparsa. Diana frequentò uno stimato cardiochirurgo di origine pakistana, Hasnat Khan, identificato da molti dei suoi amici più cari come "l'amore della sua vita",per quasi due anni, prima che Khan mettesse bruscamente fine al rapporto. Nel giro di un mese, Diana aveva iniziato a vedere Dodi Al-Fayed, figlio di Mohamed Al-Fayed, che aveva invitato la principessa a trascorrere l'estate con lui come sua ospite. Diana aveva progettato di trascorrere le vacanze con i figli a Long Island, New York, ma i funzionari di sicurezza l'avevano sconsigliata. Così, dopo aver annullato una visita in Thailandia, la principessa accettò l'invito di Al-Fayed e fu ospite, insieme ai figli, nella sua villa nel sud della Francia, protetta dal sistema di sicurezza privata dell'imprenditore egiziano. Mohamed Al-Fayed comprò per l'occasione uno yacht di 60 metri da diversi milioni di sterline, il Jonikal, su cui far divertire Diana e i suoi figli.
Il tragico incidente a Parigi
Il 31 agosto 1997, Diana rimane vittima di un incidente automobilistico sotto il tunnel del Pont de l'Alma a Parigi, insieme al suo compagno Dodi Al-Fayed, quando la loro Mercedes, guidata dall'autista Henri Paul, si infrange contro il tredicesimo pilastro della galleria. Sabato 30 agosto, a fine serata, Diana e Dodi partono dall'Hôtel Ritz di Parigi, in Place Vendôme, sulla loro Mercedes S280, seguendo la riva destra della Senna per raggiungere l'appartamento privato di Dodi. Poco dopo mezzanotte imboccano la galleria de l'Alma, seguiti da fotografi e da un cronista. Nello schianto, Dodi Al-Fayed e l'autista Henri Paul muoiono sul colpo. Trevor Rees-Jones, guardia del corpo di Dodi, seduto sul sedile anteriore e il solo ad avere la cintura di sicurezza allacciata, è gravemente ferito ma sopravviverà. Lady D, liberata dal groviglio di lamiere, è ancora viva e dopo i primi soccorsi prestati dal dottor Maillez, per caso sul posto, viene trasportata da un'ambulanza all'ospedale Pitié-Salpêtrière, dove arriva alle 2 circa. A causa delle gravi lesioni interne, viene dichiarata morta due ore più tardi. La conferenza stampa per l'annuncio ufficiale della morte viene fatta alle 5.30 da un medico dell'ospedale, dal Ministro dell'interno Jean-Pierre Chevènement e da Michael Jay, ambasciatore del Regno Unito in Francia. Verso le 14, il principe Carlo e le due sorelle di Diana, Lady Sarah McCorquodale e Lady Jane Fellowes, arrivano a Parigi per l'identificazione e ripartono con la salma della principessa 90 minuti dopo.
Dubbi sull'incidente
Quello che accadde in quella tragica notte parigina fu oggetto di indagine per mesi. Al termine dell'attività investigativa si arrivò alla conclusione che l’autista Paul fosse ubriaco e, per seminare alcuni paparazzi, fece sbandare l’auto causando l’impatto fatale. Questa conclusione non ha mai convinto a pieno il padre di Dodi al-Fayed, Mohamed, che ha sempre accusato i servizi segreti britannici di essere coinvolti nella storia, teoria avallata dal ritrovamento di una lettera della principessa Diana in cui confessava la paura di morire in un incidente stradale organizzato dal principe Carlo.
Il funerale
Nonostante la prima scelta di un funerale privato, poiché Diana non era più un'Altezza Reale, l'improvvisa e inaspettata reazione del popolo britannico, sgomento e in lacrime per la perdita dell'amata principessa, spinse la casa reale ad accettare le pubbliche esequie. Elisabetta, che con tutta la famiglia era rimasta a Balmoral, in Scozia, indifferente al lutto pubblico, dopo i ripetuti attacchi da parte della stampa e del popolo, che la accusavano di non mostrare rimorso per la morte di Diana, acconsentì ad issare a mezz'asta la bandiera sul palazzo reale e a tornare immediatamente a Londra. Il 5 settembre apparve in una diretta televisiva dove rendeva omaggio alla nuora scomparsa, definendola "un essere umano straordinario", che "nei momenti felici come in quelli di sconforto, non aveva mai perso la capacità di sorridere, o di ispirare gli altri con il suo calore e la sua bontà". l giorno successivo, 6 settembre, giorno del funerale, per le strade di Londra si riversarono circa 3 milioni di persone. Il feretro di Diana fu posto su un affusto di cannone e da Kensington Palace, dove aveva trascorso la notte, attraversò Hyde Park fino a St. James's, dove il principe Carlo, insieme ai figli William ed Harry, il padre Filippo, il IX Conte Spencer, fratello di Diana, e 500 rappresentanti delle organizzazioni patrocinate dalla principessa si unirono al corteo dietro la bara. Le migliaia di persone presenti al funerale, piangendo ed accalcandosi intorno alle transenne, gettarono fiori al passaggio del feretro e lungo tutto il percorso. Davanti a Buckingham Palace, la famiglia reale al completo aspettava, vestita a lutto, il passaggio della bara: di fronte al feretro, Elisabetta piegò il capo in segno di rispetto. Le esequie proseguirono nell'abbazia di Westminster: durante la cerimonia, Elton John cantò Candle in the Wind, una versione modificata per l'occasione della celebre canzone dedicata alla morte di Marilyn Monroe. Diana venne tumulata nella proprietà di famiglia, ad Althorp, in Northamptonshire, su un'isola in mezzo ad un laghetto chiamata Round Oval.