ITALIA
Appello bis
Assassinio Meredith: Il Pm chiede "misure cautelari" per Amanda e Raffaele Sollecito
Secondo la difesa, "l'alibi di Raffaele è valido". Resta contumace l'altra imputata, Amanda Knox, attualmente negli Stati Uniti. La difesa di Amanda: "Non vede l'ora che l'incubo finisca". Il procuratore generale ha chiesto condanne a 26 anni per Sollecito e a 30 per l'altra imputata, Amanda Knox, insieme ad una misura cautelare nei confronti degli imputati "idonea ad assicurare l'eventuale esecuzione" della sentenza di condanna

Le richieste di condanne
Nella requisitoria, il pg Alessandro Crini ha chiesto condanne a 26 anni per Sollecito e a 30 per l'altra imputata, Amanda Knox, che si trova negli Stati Uniti e che non è intenzionata a tornare in Italia. Inoltre il procuratore generale ha chiesto una misura cautelare nei confronti degli imputati "idonea ad assicurare l'eventuale esecuzione" della sentenza di condanna.
La difesa di Amanda
"Amanda è fiduciosa che la Corte proclamerà la sua innocenza. Amanda non vede l'ora che finisca questo incubo", ha detto l'avvocato Carlo Dalla Vedova, a margine dell'udienza del processo bis in corso a Firenze per l'omicidio di Meredith Kercher. "Segue con attenzione passo dopo passo gli sviluppi del processo - ha aggiunto Dalla Vedova - e per il resto sta facendo una vita normale da studentessa. La richiesta della misura cautelare è consentita e fatta in pubblica udienza. Certo è un tipo di richiesta piuttosto rara. Noi ci opporremo''.
La difesa di Sollecito
Per la difesa di Sollecito, l'unico assassino è Rudy Guede (già condannato a 16 anni in via definitiva e con rito abbreviato) che sarebbe entrato nella casa per rubare, poi scoperto da Meredith l'avrebbe violentata e uccisa da solo. Dopo che il procuratore generale ha chiesto la misura cautelare in caso di condanna nell'appello bis per l'omicidio di Meredith
Kercher in corso a Firenze, Sollecito ha chiesto ad uno dei suoi difensori:"Avvocato, che mi succede?" "Assolutamente nulla" la risposta del legale Luca Maori al giovane pugliese. "Questa richiesta non ci tocca" ha poi sottolineato l'avvocato Maori perché "è
assolutamente ipotetica e non significa certo arresto. E' una questione futuribile aggiunto e comunque non ci tocca. Siamo infatti certi dell'assoluzione di Raffaele Sollecito. Perché come ho sostenuto anche nell'arringa di oggi - ha concluso l'avvocato Maori - gli indizi a suo carico sono assolutamente insussistenti".
Le prove secondo la difesa di Sollecito
Il film Il magico mondo di Amélie e un episodio del cartone animato Naruto contengono "le prove provate" che Raffaele Sollecito, negli istanti della morte di Meredith Kercher, si trovava nella sua abitazione, a guardare video scaricati da internet. E' quanto ha ricostruito l'avvocato Luca Maori, nell'arringa difensiva nel processo, a Firenze, che ripete l'appello per il delitto avvenuto a Perugia tra l'1 e il 2 novembre 2007. La polizia postale, ha spiegato Maori, ha dimostrato che alle 21.10 nel computer fisso di Sollecito il file di Amelie è stato trasferito dal desktop alla cartella "film visti". Alle 21.26, l'accesso al cartone Naruto.