{"main": {"type": "RN Articolo Item", "uniquename": "ContentItem-78726084-9630-4fef-929a-93923041f3d1", "tematicaUniquename": "ContentSet-f0ade9c3-3a03-442a-bbe0-08949368ef0b", "name": "Faccia a faccia Schettino-De Falco", "weblink": "https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-78726084-9630-4fef-929a-93923041f3d1.html", "jsonlink": "/dl/rainews/json/articoli/ContentItem-78726084-9630-4fef-929a-93923041f3d1.html", "title": "Faccia a faccia Schettino-De Falco", "occhiello": "Udienza processo Costa Concordia", "tags": [{"type": "chi", "value": "schettino"}, {"type": "chi", "value": "de falco"}, {"type": "cosa", "value": "concordia"}, {"type": "cosa", "value": "processo concordia"}, {"type": "dove", "value": "grosseto"}], "textPlain": "Dalla Costa Concordia ammisero la falla solo dopo essere stati contattati pi\u00F9 volte da terra, in particolare dalla Capitaneria di porto di Livorno. Lo ha detto il capitano di fregata Gregorio De Falco chiamato a deporre \u00A0al processo in corso a Grosseto per il naufragio della Costa Concordia in cui morirono 32 persone.\u00A0\n\n\n\nLa testimonianza di Gregorio De Falco\n\nDurante l'udienza \u00E8 stata sentita anche la telefonata, diventata famosa, in\u00A0cui De Falco intima con tono perentorio al comandante della Concordia Schettino di risalire a bordo della nave.\u00A0\"Esortai il comandante Schettino\u00A0a risalire, ma non ci sono riuscito\", ha detto.\u00A0\"Ancora oggi - ha aggiunto De Falco - mi chiedo perch\u00E9 fosse sceso\" dalla nave.\u00A0\n\n\n\nDe Falco: \"Cos\u00EC capimmo che era un naufragio\"\n\n\"Mentre dalla nave ci davano\u00A0rassicurazioni sulla situazione a bordo - continua De Falco -, i carabinieri di Prato\u00A0ci avevano avvisato della telefonata di una parente di una\u00A0passeggera secondo cui la nave era al buio, erano stati fatti\u00A0indossare i giubbotti di salvataggio, erano caduti oggetti e\u00A0suppellettili: circostanze non coerenti con quanto dichiarato\u00A0dalla nave\". Lo racconta Gregorio De Falco al processo di\u00A0Grosseto, ricordando la sera del 13 gennaio 2012 alla sala\u00A0operativa della capitaneria di Livorno. \"Questo ci fece pensare\u00A0che la situazione era pi\u00F9 grave\" e \"nessuno dalla Concordia\u00A0aveva ancora chiamato per chiedere soccorso\".\u00A0Nei primi contatti via radio, poco dopo le 22, la Costa\u00A0Concordia aveva detto alla capitaneria di avere un black out e\u00A0che sarebbe rimasta al Giglio per verificare l'avaria. Ma\u00A0nessuno allora parl\u00F2 di falla.\u00A0\n\n\n\n'Vada a bordo c...',e Schettino abbassa lo sguardo\n\nDurante l'ascolto in aula della conversazione tra lui e De Falco, Francesco Schettino, presente in aula, ha abbassato lo sguardo agitando un foglio scritto. Nella telefonata, De Falco tent\u00F2 di convincere il comandante a risalire sulla nave per coordinare i soccorsi ai passeggeri. Durante la testimonianza di De Falco, Schettino ha interloquito spesso con la sua difesa, anche scuotendo la testa e sorridendo in modo nervoso durante le telefonate pi\u00F9 concitate e drammatiche con De Falco.", "textHtml": "Dalla Costa Concordia ammisero la falla solo dopo essere stati contattati pi\u00F9 volte da terra, in particolare dalla Capitaneria di porto di Livorno. 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