100 anni fa nasceva Alida Valli, dall'Istria italiana a Venezia passando per Hollywood
Iniziò giovanissima la sua carriera di attrice, in piena stagione dei 'telefoni bianchi' con 'Mille lire al mese' e 'Ore 9: lezione di chimica' fino alla prima autentica affermazione professionale nel cinema con 'Piccolo mondo antico' diretta da Mario Soldati nel 1941
"Ho avuto una vita bellissima, faccio un magnifico mestiere, ho incontrato gente straordinaria come Visconti, Bertolucci, Hitchcock e Garcia Marquez che scriveva 'Cent’anni di solitudine' e ce ne leggeva alcuni brani proprio mentre eravamo in Messico, tutti ospiti di Luis Buñuel, che mi avrebbe voluto nell’ "Angelo sterminatore". Come potrei lamentarmi?". Così Alida Valli in un'intervista in cui faceva il bilancio "più che positivo" della sua esistenza.
Cento anni fa, il 31 maggio del 1921, nasceva a Pola, nell'Istria allora italiana ora Croazia, da padre trentino con ascendenze aristocratiche di origini tirolesi, Alida Maria Altenburger von Marckenstein und Frauenberg, in arte Alida Valli, una delle icone del cinema e del teatro, per bravura e per bellezza, lungo una stagione professionale che si è dipanata dall'era dei 'telefoni bianchi' fino al Leone d'Oro alla carriera a Venezia, passando anche per Hollywood.
L'esordio al cinema con "Mille lire al mese"
Iniziò giovanissima la sua carriera di attrice, in piena stagione dei 'telefoni bianchi' con 'Mille lire al mese' e 'Ore 9: lezione di chimica' fino alla prima autentica affermazione professionale nel cinema con 'Piccolo mondo antico' diretta da Mario Soldati nel 1941. E' di quel periodo anche l'interpretazione del brano 'Ma l'amore no', prima di sposare nell'immediato dopoguerra negli Usa il compositore Oscar De Mejo e approdare così a Hollywood, diretta da Alfred Hitchcock nel 'Caso Paradine'. Dalle nozze nasceranno due figli ma il matrimonio durerà soltanto otto anni, fino al divorzio nel 1952.
Da Visconti a Dario Argento
Il ritorno in Italia nei primi anni Cinquanta segna la sua definitiva consacrazione come attrice di grande livello, grazie alle interpretazioni in film come 'Senso' di Luchino Visconti nel 1954 e 'Il grido' nel 1957 di Michelangelo Antonioni. Da quel momento, alternerà il cinema al teatro, misurandosi con tutti i classici da Shakespeare a Pirandello; e incrocerà Pier Paolo Pasolini con 'Edipo Re' nel 1967, fino all'incontro nel suo percorso professionale con Bernardo Bertolucci nel 1970 per 'Strategia del ragno' e nel 1976 per il kolossal 'Novecento', cui seguiranno con Dario Argento i ruoli in 'Suspiria' e 'Inferno'. Insignita del Leone d'Oro alla carriera al Festival di Venezia nel 1997, Alida Valli morirà il 22 aprile del 2006 a Roma, all'età di 84 anni, con la camera ardente allestita in Campidoglio.
Spilimbergo omaggia la grande icona del cinema
Omaggio a Alida Valli alla settima edizione delle 'Giornate della Luce' di Spilimbergo (Pordenone) dal 5 al 13 giugno con la mostra 'Alida Valli, Signora del Cinema. Il festival ideato e diretto da Gloria De Antoni con Donato Guerra, è un appuntamento originale nel panorama italiano che celebra gli autori della fotografia quali veri protagonisti del festival. L'esposizione, a cura di Antonio Maraldi, è stata pensata per il centenario della nascita di Alida Valli, nata a Pola il 31 maggio 1921 e sarà inaugurata domenica 6 giugno allo Spazio Linzi, per rimanere aperta al pubblico fino al 27 giugno. La mostra celebra una delle grandi signore del nostro cinema attraverso le immagini che ripercorrono i momenti salienti di una lunga e fortunata carriera.
Verdesca: "Valli grande attrice perché grande donna"
"Mi ha particolarmente interessato l'aspetto privato di Alida, su cui poi ho costruito tutto il racconto. Ho inteso raccontare la donna che c'era dietro all'attrice: tutte le scelte artistiche di Alida Valli sono il riflesso della sua personalità ed era necessario raccontarla per arrivare poi all'artista". E' quanto spiega il regista Mimmo Verdesca, che firma soggetto, sceneggiatura, montaggio e regia di 'Alida', il primo docufilm dedicato alla figura di Alida Valli, con la voce di Giovanna Mezzogiorno, prodotto in collaborazione con Rai Cinema e Istituto Luce - Cinecittà, con il contributo del ministero della Cultura. "Si conosceva poco della sua vita, mentre la sua carriera resta nella memoria e negli occhi di tanti italiani. Il percorso della sua vita è stato parallelo a quello artistico e non poteva essere diversamente - sottolinea Verdesca - Alida era una bambina vivace e ribelle, una adolescente più moderna dei suoi tempi, una donna anticipatrice e a suo modo anche indisciplinata, che ha persino rischiato di minare dalle origini la sua carriera cinematografica".
Il racconto si dipana attraverso le parole di Alida stessa, cui dà voce Giovanna Mezzogiorno, "grazie all'archivio privato messo a disposizione dalla famiglia, che non finirò mai di ringraziare. Delle sue origini istriane si è portata dietro soprattutto il carattere, l'impostazione mentale della sua personalità, fatta di rigore e fierezza, malinconia e riservatezza, con un senso di indipendenza che poi si è trasformata in libertà e modernità anche nel suo percorso artistico", conclude il regista.