Addio all'attore uruguaiano George Hilton, divenuto icona con i film spaghetti western
L'attore uruguaiano naturalizzato italiano viveva a Roma
L'attore George Hilton si è spento a Roma per una malattia all'età di 85 anni. La notizia è stata diffusa su Facebook dalla compagna Gabriella: "Ha fatto del suo meglio per riprendersi (...) Sfortunatamente, tutti i suoi sforzi non sono stati sufficienti. Vola forte e in alto come hai sempre fatto! - conclude - Riposa in pace, amore mio, te lo meriti! Ti amo".
Nato in Uruguay il 16 luglio 1934, Hilton, all'anagrafe Jorge Hill Acosta y Lara, prende parte a numerose pellicole è diventa icona con i film spaghetti western. Nella sua carriera si ricordano tanti film cult da lui interpretati lavorando di volta in volta con Lucio Fulci, Giuliano Carnimeo, Giorgio Capitani, Nando Cicero e Enzo G. Castellari: "Vado, l'ammazzo e torno!", "Di Tresette ce n'è uno tutti gli altri son nessuno", "C'è Sartana vendi la pistola e comprati la bara", "Il tempo degli avvoltoi" e "Ognuno per sé", Zorro e il Passatore.
Messa da parte l'immagine del cowboy, Hilton trova spazio anche nella commedia, nel cinema comico e in quello di avventura. Negli anni Sessanta l'uruguaiano guadagna un posto nei caroselli dei fratelli Taviani, con ruoli da protagonista in compagnia di Edwige Fenech. Fanno storia "Lo strano vizio della Signora Wardh", "Tutti i colori del buio", "Il dolce corpo di Deborah". Lo consacra nel 1966 il lungometraggio di Fulci dal titolo "Le colt cantarono la morte e fu tempo di massacro" con Franco Nero e Nino Castelnuovo. Seguono nel 1977 due pellicole: la commedia sexy "Taxi Girl" sempre con la Fenech e il film "El Macho" con il pugile Carlos Monzon. Passati i 70 anni, nel 2007, Hilton partecipa al cinepanettone di Neri Parenti Natale in crociera.