Apre la Biennale di Venezia, Leone d'Oro alla "spiaggia" della Lituania
Per gli artisti Leone d'Oro allo statunitense Jafa e d'Argento alla cipriota Epaminonda
Apre i padiglioni al pubblico la Biennale d'Arte numero 58, quella dei "tempi interessanti" firmata da Ralph Rugoff, e lo fa anche con la festa a Ca' Giustinian per la consegna dei Leoni d'Oro, con dei riconoscimenti all'insegna del politicamente corretto.
I premi
La giuria, composta dalla presidente Stephanie Rosenthal e da Defne Ayas, Cristiana Collu, Sunjung Kim e Hamza Walker, ha assegnato per le partecipazioni nazionali il Leone d'oro al Padiglione della Lituania. Il progetto della "spiaggia" è stato realizzato da Lina Lapelyte, Vaiva Grainyte e Rugile Barzdziukaite. Queste le motivazioni ufficiali della giuria: "Per l'approccio sperimentale del Padiglione e il suo modo inatteso di affrontare la rappresentazione nazionale. La giuria è rimasta colpita dall'originalità nell'uso dello spazio espositivo, che inscena un'opera brechtiana, e per l'impegno attivo del Padiglione nei confronti della città di Venezia e dei suoi abitanti. Sun & Sea (Marina) è una critica del tempo libero e della contemporaneità, cantata dalle voci di un gruppo di performer e volontari" (sede: Magazzino n.42, Marina Militare, Arsenale).
Menzione speciale al Belgio ("Mondo cane") per il suo humour spietato con cui offre "una visione alternativa degli aspetti, spesso trascurati, dei rapporti sociali in Europa". Secondo la giuria, "l'inquietante rappresentazione di una serie di personaggi che hanno l'aspetto di fantocci meccanici ispirati a stereotipi di folklore fanno sì che il Padiglione agisca su vari registri creando due, se non più, realtà parallele" (sede: Giardini).
Per il miglior partecipante, Leone d’Oro a Arthur Jafa (Usa) per il suo film del 2019 "The White Album" (sede: Padiglione Centrale, Giardini), che è in egual misura un saggio, una poesia e un ritratto. Jafa utilizza materiale originale e d’appropriazione per riflettere sul tema razziale. Oltre ad affrontare in modo critico un momento carico di violenza, nel ritrarre con tenerezza gli amici e i familiari dell’artista, il film fa anche appello alla nostra capacità di amare.
Leone d’Argento a un promettente giovane partecipante alla cipriota Haris Epaminonda per le sue costellazioni che uniscono in un’attenta costruzione immagini, oggetti, testo, forme e colori, fatte di memorie frammentate, storie e connessioni frutto dell’immaginazione; per mostrarci che la dimensione storica e quella personale possono essere compresse in un intreccio di molteplici significati, potente e duttile al tempo stesso.
Menzione speciale alla messicana Teresa Margolles per come ha trattato il ruolo delle donne nel narcotraffico e alla nigeriana Otobong Nkanga per la sua ricerca continua attraverso i media. La mostra è aperta al pubblico fino al 24 novembre.