Bauhaus, dall'architettura al web design, i 100 anni di uno stile che non smette di essere attuale
La scuola di artigianato e belle arti che ha lasciato il segno su tutto, dalle teiere ai grattacieli, dalle poltrone alla tipografia, dagli smartphone al codice di programmazione informatico compie 100 anni
Fondata da Walter Gropius a Weimar, e vissuta solo 14 anni la scuola di artigianato e belle arti è diventata nel corso del Novecento e rimane ancora oggi una delle correnti più influenti nel design a tutti i livelli. Dall'architettura, alla progettazione di interni, dal design industriale alla tipografia, dalla grafica alla scrittura dei codici informatici, il motto programmatico del movimento "less is more" è attribuito al grande architetto Ludwig Mies van der Rohe, ultimo direttore del Bauhaus ormai trasferitasi a Berlino e chiusa nel 1933 dopo pochi mesi di difficile convivenza con il regime nazista.
Nell'incipit del manifesto stilato da Gropius si legge che: "Il fine ultimo di tutta l'arte è la costruzione! Le parti ornamentali degli edifici erano un tempo l'obiettivo principale delle belle arti ed erano considerate elementi indispensabili di un bell'edificio. Oggi sopravvivono in un compiaciuto isolamento, dal quale possono essere salvati solo dagli sforzi decisi e cooperativi di tutti gli artigiani". Una dichiarazione programmatica verso il concetto di opera d'arte totale e di demolizione della distinzione tra arte e artigianato che sono alla base dell'idea "politica" del Bauhaus. Curioso da questo punto di vista che nonostante il nome e il fatto che il suo fondatore fosse un architetto, il Bauhaus per diversi anni dalla sua fondazione non ebbe un dipartimento di architettura.
A partire dalla dalla convinzione della grande importanza nell'apprendimento della conoscenze, nelle aule del Bauhaus si insegnava la lavorazione dei metalli, la ceramica, il tessile, la fotografia, la tipografia e la scenografia prima ancora che l'arte e l'architettura. La cultura dell'abilità tecnica e manuale che appare come un tentativo di recupero di sapienza antica prima ancora che la celebrazione della modernità industriale e tecnologica. Un programma di insegnamenti poliedrici che spiega la complessità di un movimento che solo successivamente è passato alla storia come portatore di una idea di design ridotto all'essenziale, di uso razionale ed elegante dei materiali e delle tecniche industriali, quasi un sinonimo di chiarezza, semplicità portata alle estreme conseguenze del minimalismo.
Durante la sua breve esistenza la scuola ha operato in tre città tedesche: a Weimar, dal 1919 al 1925, a Dessau, dal 1925 al 1932, e infine a Berlino, dal 1932 al 1933. Tre sono stati i suoi direttori: Walter Gropius dal 1919 al 1928; Hannes Meyer dal 1928 al 1930, e Ludwig Mies van der Rohe dal 1930 al 1933, quando la scuola fu chiusa sotto la pressione del regime nazista che l'aveva bollata come un covo di intellettuali comunisti. Ma le idee e i concetti del Bauhaus sono sopravvissuti ben oltre la sua chiusura. Costretti a emigrare dalla Germania nazista i suoi insegnanti continuarono a diffonderli in tutto il mondo. Una delle tracce più forti lasciate dalla Bauhaus dal punto di vista urbanistico si trova in Israele. Immerso nelle strade del centro di Tel Aviv si trova il gioiello architettonico modernista della "Città bianca". Si tratta di una delle più grandi concentrazioni di circa 4000 edifici realizzati nel celebre stile Bauhaus degli anni '30. L'ONU ha dichiarato che la città bianca israeliana patrimonio culturale mondiale nel 2003, innescando un rinnovato interesse per il complesso modernista.
Le idee cardine del Bauhaus, il ritorno ai fondamentali dell'artigianato, il valore della semplicità e soprattutto il precetto che la forma debba seguire la funzione e non viceversa hanno avuto un impatto ben oltre l'ambito dell'architettura e della progettazione di interni dove ogni dettaglio, dalla poltrona alla lampada, dalla scala alla maniglia della porta risponde nella forma a una precisa funzione. Linee semplici e funzionali sono parenti strette di un principio di usabilità che dalle caffettiere facilmente è passato negli ultimi anni al design degli oggetti tecnologici più comuni come gli smart phone. Ma non solo nella forma degli oggetti o nella logica di costruzione dell'hardware.
Anche il software e gli stessi codici di programmazione sono stati fortemente influenzati dalle idee uscite 100 anni or sono dalla scuola di Gropius. Il web design contemporaneo con la sua insistenza su concetti cardine come quello di interfacce "amichevoli" e "responsive" ha un immenso debito nei confronti del Bauhaus. Da tempo infatti i siti Web più aggiornati seguono a ogni livello la regola aurea della forma come ancella della funzione. Anche in questo ambito non conta tanto l'ornamento in se ma una architettura in cui sia facile orientarsi e che non solo abbia un bell'aspetto, ma soprattutto funzioni senza intoppi. Insomma anche le regole di base per una buona pagina web sono stati scritte 100 anni fa a Weimar.