Benvenuto Ferrazzi, l'ultimo bohémien
La scoperta di un'autobiografia manoscritta e un libro che ripercorre il cammino del controverso artista della Scuola Romana, testimone dei grandi eventi sociali, economici ed culturali del primo Novecento. Oggi i suoi dipinti si conservano presso il Museo di Roma in Palazzo Braschi, la Galleria di Arte Moderna di Roma Capitale e La Galleria Nazionale
Cresciuto in un ambiente di artisti e artigiani, Benvenuto Ferrazzi è stato un artista appartato, ombroso che ha alimentato la sua stessa leggenda per l’atteggiamento da bohémien e lo stile di vita che contraddistinse tutta la sua esistenza, ma anche per la libertà e l'anarchia che lo portò ad allontanarsi dal mondo del mercato dell’arte e delle gallerie.
I suoi contemporanei lo definivano “il pittore della Roma sparita”, il “pittore di Trastevere” e a circa cinquant’anni dalla scomparsa, un libro a cura di Laura Moreschini, intende dare voce ad un esponente dell’arte italiana della prima metà del Novecento da riscoprire. Benvenuto Ferrazzi. La mia vita da bohemien. Dal socialismo umanitario al neorealismo cinematografico, uno spaccato sociale e culturale dell’Italia degli inizi del secolo ventesimo, questo il titolo del lavoro che ripercorre il cammino autobiografico dell’artista della Scuola Romana.
Il lavoro segue una recente monografia dedicata all'artista (Benvenuto Ferrazzi (1892-1969). Il Realismo fantastico tra le avanguardie del Novecento, Artemide Edizioni, Roma 2016) e una mostra retrospettiva che hanno riacceso l'attenzione sulla vita e sulle opera di questo artista controverso. L’autobiografia, rinvenuta manoscritta a seguito della scoperta del suo archivio personale, è tratta dalle varie stesure giovanili, rielaborata e trascritta negli anni Sessanta. Ed è il racconto di un eccentrico testimone dei grandi eventi sociali, economici ed artistici della sua epoca, che vive Roma come teatro privilegiato della sua arte.
Le esperienze vissute restituiscono quadri aneddotici e personaggi di ogni provenienza e strato sociale. E sono l'anima tormentata e delicata della sua pittura e della sua prosa.
Una famiglia di artisti e la ricerca di una propria identità
Benvenuto Ferrazzi, nasce a Castel Madama il 21 agosto 1892 in una famiglia di artisti. Il suo vero nome è Riccardo, ma all'età di quindici anni decide di farsi chiamare "Benvenuto" (in omaggio a Benvenuto Cellini). Sono pittori il padre Stanislao (autore del famoso ritratto di Giacomo Leopardi, durante il suo lungo soggiorno a Recanati) e il fratello maggiore Ferruccio.
Benvenuto inizia a dipingere i “suoi” quadri, dopo un lungo tirocinio come copista nei Musei al seguito del padre. L’esordio artistico, che avviene nel panorama romano degli anni Dieci, nel clima del tardo simbolismo e del nascente futurismo, trova sbocco nel 1918 nella collettiva della Galleria dell’Epoca, dove Benvenuto espone insieme a Giorgio de Chirico, Carlo Carrà ed Enrico Prampolini. Seguono le mostre personali presso la Galleria di Anton Giulio Bragaglia, dove l’artista trova uno stile personale con una tendenza “primitivista” che gioca un ruolo importante nelle vicende della prima Scuola romana.
Il successo economico è a portata di mano, ma Benvenuto decide di scegliere la libertà e preferisce tornare al suo mondo appartato, vivendo e lavorando nei conventi e in studi improvvisati a Roma, a Napoli, nel Lazio e in Abruzzo. Nonostante ciò, la sua pittura acquista notorietà.
Negli anni Trenta e Quaranta Benvenuto si concentra sulla veduta urbana diventando il novello “pittore della Roma sparita”, descrivendo la Roma popolare dei quartieri antichi, “il pittore di Trastevere” e di Borgo. Oggi, i suoi dipinti si conservano presso i musei della capitale, il Museo di Roma in Palazzo Braschi, la Galleria di Arte Moderna di Roma Capitale e La Galleria Nazionale, oltre che in importanti collezioni private italiane.
L'ultimo bohémien - Il servizio di Carla Cucchiarelli, Tgr Lazio
Fonti: per le foto dell'artista Archivio Benvenuto Ferrazzi
per le foto dei quadri: Bibliografia Laura Moreschini - Benvenuto Ferrazzi (1892-1969) Il Realismo fantastico tra le avanguardie del Novecento. Artemide Edizioni - Roma 2016