La società liquida e la scommessa dell'architettura gassosa
Conferenza all'Ambasciata del Messico
Il filosofo Zygmunt Bauman, eleborando il concetto di "modernità o società liquida", metteva al centro della società occidentale la crisi dell'idea di comunità. Da qui la nascita di un individualismo in cui, mancando ogni punto di riferimento, tutto si dissolve in una sorta di liquidità, e "l'incertezza è l'unica certezza”. In questo contesto, appare plausibile la nascita dell'idea di un'architettura gassosa, un progetto teorico di Emmanuele Lo Giudice - architetto, artista e designer, formatosi presso lo IUAV di Venezia ed il Politecnico di Madrid - di cui si è discusso ieri a Roma, in una conferenza all'Ambasciata del Messico.
L'architettura gassosa si propone come strumento operativo per una possibile interpretazione architettonica delle varie trasformazioni che la società contemporanea sta vivendo in questi ultimi anni. Il programma dell'architettura gassosa non segue un progetto predefinito, ma prevede l'idea di un'architettura immanente, non più legata ad una ricerca puramente formale, ma alle proprietà che la caratterizzano.
Non più quindi un'architettura monumentale, ma monumenti che si muovono nello spazio, con un nuovo concetto di città influenzato dall'era di internet e dei dispositivi mobili. Con Lo Giudice ne hanno parlato il filosofo Stefano Oliva e, in video conferenza dal Messico, quattro docenti della FAUV, la Facoltà di architettura dell'università veracruzana di Xalapa, María Guadalupe Noemi Uehara, María Concepción Chong Garduño, Alfonso Rodriguez Pulido ed Eva Acosta Pérez. Nella video conferenza, sono stati presentati nove progetti di studenti della FAUV.
Un laboratorio didattico sul concetto di museo gassoso era già stato presentato nel Padiglione spagnolo alla 16a Biennale di Architettura di Venezia, lo scorso autunno.