Giallo sul Salvator Mundi di Leonardo. Esposizione ritardata dell'opera 'scomparsa' da $450 milioni
È stata rinviata a data da destinarsi l'esposizione al pubblico del 'Salvator Mundi' di Leonardo da Vinci, il dipinto più costoso al mondo. Il Louvre di Abu Dhabi, situato sull'isola di Saadiyat, non ha motivato il rinvio, affidato a un tweet del dipartimento della Cultura e del Turismo: "Saranno presto annunciati maggiori dettagli". L'esposizione del quadro era prevista a partire dal 18 settembre, ma non se ne è saputo più niente. Due mesi dopo, "la Repubblica", in un articolo a firma di Dario Pappalardo, tenta una ricostruzione plausibile sugli spostamenti del dipinto a olio su tavola di noce
Continua il mistero sulla decisione di ritirare dall'esposizione al pubblico il dipinto più costoso al mondo: il 'Salvator Mundi' di Leonardo da Vinci. Un tweet del dipartimento della Cultura e del Turismo di Abu Dhabi ha stroncato i sogni di quanti avrebbero voluto partecipare alla mostra. L'annuncio, pubblicato nei primi mesi di settembre rincuorava il pubblico: "Saranno presto annunciati maggiori dettagli". Spiegazioni mai fornite, così il silenzio si è fatto mistero alimentando sospetti. Che fine ha fatto il quadro più costoso al mondo?
La pittura a olio del Cristo, che risale al periodo rinascimentale, era stata battuta all'asta da Christie's a New York lo scorso novembre a un prezzo record di 450 milioni di dollari. Passano pochi giorni e l'acquirente viene svelato: è l'erede al trono saudita Mohammed Bin Salman, noto con l'acronimo di Mbs. Ma dopo gli annunci dell'imminente esposizione del Cristo benedicente cala un muro di silenzio.
Nessuno risponde: né il Louvre orientale né l'omonimo Ente francese, speranzoso di poter esporre il quadro il prossimo anno durante il cinquecentenario di Leonardo, tantomeno la casa d'aste Christie's che si appella alla privacy. "la Repubblica" si è messa sulle tracce del Cristo dalla mano alzata mentre nell'altra tiene una sfera di vetro, un pezzo rarissimo, uno dei 20 lavori ancora esistenti del genio italiano. Si riparte da New York. Dopo l'asta, il quadro sarebbe rimasto nella metropoli fino alla metà di dicembre. Giusto il tempo di definire i dettagli del pagamento. A metà maggio, il Salvàtor Mundi avrebbe raggiunto Firenze dove secondo Dianne Dwyer Modestini, restauratrice e profonda conoscitrice della tavola, sarebbe stato incorniciato in un microclima. Modestini fornisce anche un altro indizio a Pappalardo. Sembra che un restauratore di Zurigo avrebbe chiamato la donna per chiederle ulteriori informazioni su come fosse stata incorniciata la tavola per stilare una relazione a fini assicurativi. Da qui seguono varie ipotesi.
Il quadro "sarebbe finito in uno dei porti franchi - freeport - dedicati allo stoccaggio esentasse delle opere d'arte, musei paralleli tra Europa e Asia". Al contrario Modestini sostiene che Salman voglia tenere il quadro per esporlo nel suo paese. Una decisione 'logica' in virtù del boom annunciato di musei in Arabia Saudita. Tesi smentita da "fonte anonima" degli Emirati Arabi: "L'amicizia tra Arabia Saudita ed Emirati è fortissima. Non credo che Mbs voglia fare uno sgarbo ai suoi fratelli emiratini". Secondo l'articolo, c'è chi vede nell'asta soltanto un passaggio di soldi. Un insider del mercato dell'arte sostiene che "l'operazione del Salvator Mundi sia servita soltanto a spostare ingenti somme di denaro offshore".
Resta il mistero. Chiaramente, l'esposizione del dipinto sarebbe stata un'attrazione notevole per il nuovo museo del Louvre d'Oriente che in qualche modo cerca di smaccarsi dal suo omonimo parigino. Abu Dhabi ha accettato di pagare alla Francia 525 milioni di dollari per l'uso del nome "Louvre" per i prossimi 30 anni e sei mesi, più altri 750 milioni di dollari per assumere manager francesi a cui è stata affidata la supervisione delle 300 opere d'arte prese in prestito. Il museo emiratino, inaugurato a novembre 2017, ospita 600 opere permanenti oltre a quelle arrivate dalla Francia.
Nei meandri della storia
La storia del Salvator Mundi appare molto complessa, considerando che neanche l'attribuzione a Leonardo è universalmente accettata. Alcuni studiosi sostengono che il quadro appartenesse al re Carlo I di Inghilterra. Sparito per molto tempo al pubblico, era riemerso nel 1900, quando fu comprato da un collezionista inglese. L'opera ritornerà di nuovo nell'oscurità fino al 2005, prima di riemergere in cattive condizioni. Nei vari passaggi dell'opera compare il nome di uno dei gestori e creatori dei freeport Yves Bouvier, ex acquirente del Salvator Mundi, denunciato per frode dall'ultimo proprietario del dipinto di Leonardo: il magnate russo e presidente del Monaco calcio Dmitry Rybolovlev che lo avrebbe acquistato per 127,5 milioni di dollari (circa 108 milioni di euro) nel 2013, a sua volta indagato per corruzione.