Giornata dei Musei. Dai social ai tour virtuali, la sfida è reinventarsi e rigenerarsi
L'anno segnato dal Covid ha determinato un calo del 75,67% dei visitatori e del 78,98% degli introiti netti
Le sale vuote e le porte sbarrate degli ultimi mesi sono ancora un ricordo fresco e doloroso per i musei italiani e di tutto il mondo, celebrati oggi dall'International Museum Day. Il tema scelto quest'anno riguarda il loro futuro ed è: "rigenerarsi e reinventarsi". La rassegna ideata da Icom (International Council of Museum) va avanti dal 1977 e invita musei e professionisti del settore a sviluppare, immaginare e condividere nuove pratiche di fruizione degli spazi espositivi e nuovi modelli commerciali per le istituzioni culturali.
Dopo un anno segnato dalla pandemia di Covid, che ha visto i poli museali e culturali a lungo chiusi per le limitazioni dovute alla prevenzione del contagio, l'iniziativa prova soprattutto, spiegano gli organizzatori, a "sperimentare modelli di esperienza culturale e riaffermare il valore dei musei nella costruzione di un futuro equo e sostenibile". Dunque nuove tecnologie e sostenibilità con il poster dell'iniziativa, che raffigura una persona con un visore tridimensionale.
La pandemia ha richiesto di "promuovere innovazioni fondamentali già in atto, in modo particolare la maggiore attenzione alla digitalizzazione". Nel 2020, la giornata dei musei ha raggiunto più di 83 milioni di utenti sui social. In tanti hanno approfittato dei mesi di chiusura per sviluppare nuove soluzioni di fruizione dell'arte. Come il Louvre di Parigi che ha messo a disposizione quasi 500 mila opere visitabili online o gli Uffizi di Firenze che sono sbarcati in pompa magna su tutti i social network alla conquista delle nuove generazioni diventando in breve tempo il museo al mondo seguito da più follower.
Saranno proprio le Gallerie fiorentine l'apripista della Giornata dei Musei su TikTok dove va in scena il #MuseumMoment, una sorta di staffetta artistica digitale tra alcune delle più importanti istituzioni al mondo che comincia dalla National Gallery di Singapore per passare, ora dopo ora, seguendo il fuso orario, al Giappone, al Brasile, all’Europa per poi andare negli USA e terminare in Messico al Museo de Arte Popular. Giovanni Arena (@giovanniarena, noto per il suo progetto #tiraccontolitalia) e Eike Schmidt, il direttore tedesco del museo fiorentino, da sempre pronto a sperimentare nuove forme di comunicazione danno appuntamento il 18 maggio alle 15, ora italiana, per una diretta dal meraviglioso Giardino di Boboli.
Mentre Rai Radio3 il 18maggio concentrerà la propria attenzione sui piccoli musei italiani, con l'iniziativa "Ti racconto un museo", nell'ambito della quale gli ascoltatori sono chiamati a raccontare un museo a cui sono legati. Anche il Presidente Sergio Mattarella ha deciso di sottolineare l'importanza del rilancio della cultura organizzando per il 18 maggio una visita ai musei civici di Brescia e alla Vittoria Alata: una presenza dal forte valore simbolico in un momento così carico di aspettative per il futuro, anche considerando l'alto tributo in termini di vite umane pagato al covid dalla città.
Le tante iniziative messe in campo dai musei in vista della giornata sono consultabili direttamente sul sito dell'ICOM attraverso una mappa interattiva.
Con i musei finalmente aperti al pubblico si riprende a respirare bellezza, alcune importanti mostre hanno appena aperto e altre, come la Biennale Architettura di Venezia, lo faranno nella settimana del 17-23 maggio, ma non senza rinunciare all’online.
Nell'ultimo mese su Google Trends c'è stata un’impennata sensibile di ricerche sui musei. In cima alle lista i Capitolini di Roma ( +750% di richerche), il Museo Egizio di Torino (+350% ), il Museo del Novecento di Milano (+300%), mentre il monumento più cercato per le prenotazioni in questa primavera è il Colosseo.
L'annus horribilis dei musei italiani
Il 2020 ha visto in Italia per i musei statali un calo del 75,67% dei visitatori e del 78,98% degli introiti netti, sulla base dei dati del Ministero della Cultura. Un vero e proprio 'annus horribilis' che si è chiuso con una perdita rispetto al 2019 di oltre 157.800.000 euro di introiti netti e 190.041.000 euro di incassi lordi. Anche se, grazie ai fondi erogati dal governo italiano a sostegno dei luoghi di cultura, le casse dei musei non sono rimaste vuote.
Lo Stato infatti, a fronte delle numerose misure adottate per contenere la diffusione del virus e garantire la sicurezza sanitaria nazionale, tra le quali la chiusura dei musei e dei luoghi della cultura, ha erogato 255 milioni di euro ai musei statali con tre diversi provvedimenti (100 milioni con il Dl Rilancio del 19 maggio 2020; 65 milioni con il Dl Agosto del 15 agosto 2020; 95 milioni nella Legge di Bilancio dell'1 gennaio 2021) e 103 milioni ai musei non statali con quattro provvedimenti (DM 26 giugno 2020, 50 milioni; DM 7 ottobre 2020, 20 milioni; DM 13 novembre 2020, 17,5 milioni; DM 7 dicembre 2020, 15.5 milioni).
Il maggiore calo dei visitatori, pari al 100%, si è registrato ad aprile 2020, mese segnato dal lockdown. Da luglio è iniziato un trend di risalita, grazie alle parziali riaperture, che ad agosto ha portato la percentuale di calo a poco più della metà dei visitatori dell'anno precedente (-58,35%). Ma la nuova ondata di contagi di ottobre e le nuove misure hanno fatto risalire la percentuale di calo dei visitatori fino al 94,8% del dicembre scorso. Quanto alle regioni, quelle che hanno registrato le maggiori perdite sono state Lazio, Campania e Toscana, quelle cioè con maggiore concentrazione di siti culturali statali (è esclusa la Sicilia i cui musei e siti non sono statali ma di competenza della Regione). I musei del Lazio, che nel 2019 avevano incassato più di 87 milioni di euro, nel 2020 hanno avuto introiti per poco più di 16 milioni (con circa 71 milioni di perdite), quelli della Campania da 60,2 milioni del 2019 sono scesi a 11,3 nel 2020 (quasi 59 milioni persi) e quelli della Toscana da 55,1 milioni sono passati a 11,8 con 43,3 milioni in meno.