Il Novecento inedito con Mirko Vucetich, eclettico architetto fra Liberty e Futurismo
Riaffiora in una monografia un genio dimenticato del Novecento, Mario Mirko Vucetich, autore della famosa Partita a Scacchi di Marostica e abile ritrattista nel panorama internazionale
Mario Mirko Vucetich, personaggio finora poco conosciuto ai più e dall’attività incerta e sfumata, diviene oggi, grazie a questo studio di Andrea Speziali, un artista con cui fare i conti in molti campi. Scopriamo infatti un eclettico e sempre tempestivo personaggio, capace di cavalcare movimenti, gusti, tecniche assai disparati. Inizia futurista, in uno dei gruppi più avanzati all’interno del movimento, il Movimento Futurista Giuliano che era in intenso rapporto con la Mitteleuropa costruttivista, e produce, giovanissimo, disegni architettonici visionari collegati al sommo Sant’Elia già nel 1917. Poi costruisce nell’immediato dopoguerra architetture civili che meditano sullo Jugendstil, oscillando fino al classicismo di Portaluppi, Ponti, Buzzi, del Gruppo Labirinto. Ma poi si dedica alla scultura, inizialmente vicinissimo a Luppi, Rambelli, Barlach, Meštrović, e poi soprattutto ad Arturo Martini, con un talento a volte stupefacente. Amico di molti protagonisti della cultura italiana – da Bontempelli allo stesso Martini –, la sua figura è una cartina al tornasole dell’irrequieta versatilità creativa italiana del XX secolo.
Si intitola "Mario Mirko Vucetich. Architettura, scultura, pittura, disegno", la monografia di 416 pagine e 800 illustrazioni promossa dall’associazione Italia Liberty e pubblicata da Silvana editoriale.
Di origini dalmate e vicentino d’adozione, Mario Mirko Vucetich (Bologna, 1898 – Vicenza, 1975) si è distinto come architetto, offrendo una personale interpretazione del gusto Liberty e Art Déco in diverse costruzioni come Villa Margherita al Lido di Venezia, Villa del Meloncello e Masé Darì a Bologna, Villa Meriggiani in Somalia, Villa Scalera a Bacoli o l’innovativa Villa Antolini a Riccione.
La sua esuberanza artistica ha dato ottime prove anche in campo scultoreo, accogliendo suggestioni dapprima simboliste poi legate alla poetica del Novecento, di cui offrono testimonianza Il Primo sonno visibile nei Giardini della Biennale e Il Commercio, esposto all’EUR. Dedito anche alla pittura e al disegno, ha partecipato in diverse edizioni alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma, ottenendo premi e riconoscimenti come ritrattista.
Personalità curiosa e poliedrica, Vucetich è stato inoltre poeta, traduttore, scenografo, regista e attore: uno dei suoi lasciti più conosciuti è la celebre Partita a Scacchi con personaggi viventi di Marostica, progettata nel 1954 con un grande apparato che l’ha resa il grande spettacolo di successo che è ancora oggi.