"Lascia fare a me", il noir intellettuale di Mario Levrero
Presentato a Roma, nell'Istituto Italo-Latino Americano (Iila), il romanzo dello scrittore uruguaiano
Montevideo, anni Novanta. Un manoscritto di grande livello arriva in una casa editrice. La redazione rimane affascinata dal testo, ma c'è un particolare che ostacola la pubblicazione: il romanzo non è firmato e sulla busta non c'è il mittente. Unico indizio il timbro apposto dall'ufficio postale di Penuria, un paesino dell'entroterra uruguaiano. L'editore decide di affidare a un romanziere squattrinato la delicata missione di rintracciare il misterioso autore, in cambio di una ricompensa. Lo scrittore accetta l’incarico e il giorno seguente, indossati i panni del detective sui generis, inizia l’indagine. Tra incontri surreali – una prostituta, un'anziana maestra in pensione, un giornalista di provincia e un nemico d’infanzia – e dialoghi umoristici all’altezza del miglior Woody Allen, l’indagine procede in modo tortuoso. Riuscirà nell'impresa?
Lo racconta il romanzo "Lascia fare a me" (ed. La Nuova Frontiera) di Mario Levrero (Montevideo 1940-2004), autore di culto latinoamericano, presentato ieri a Roma, nella sede dell'Istituto Italo-Latino Americano (Iila). Dopo un saluto introduttivo dell'ambasciatore dell'Uruguay, Gastón Lasarte, hanno illustrato l'opera l'editore Lorenzo Ribaldi, il docente Francesco Fava (Università Iulm, Milano), il giornalista Vittorio Giacopini e la traduttrice Elisa Tramontin, con il coordinamento di Sylvia Irrazábal, addetto culturale dell'Ambasciata dell'Uruguay. La versione originale, con il titolo "Dejen todo en mis manos", è stata pubblicata nel 1998 dalla casa editrice spagnola Caballo de Troya.
Levrero ha scritto una decina di romanzi, nonché racconti e saggi. Prima di diventare un punto di riferimento per molti autori latinoamericani, ha svolto i mestieri più disparati, dal fotografo al libraio, dal direttore di riviste di enigmistica allo sceneggiatore di fumetti. Levrero è stato inoltre un grande appassionato di ipnosi, telepatia, computer, letteratura poliziesca e cultura pop. La sua fama è cresciuta dopo la sua scomparsa. In italiano sono stati già pubblicati "Il romanzo luminoso" (2014), "Nick Carter si diverte mentre il lettore viene assassinato e io agonizzo" (2016) e "Il discorso vuoto" (2018), tutti editi da Calabuig.